
Si è svolto ieri a Catanzaro, nell’elegante cornice dell’Auditorium Sancti Petri, l’incontro con i lettori dedicato al libro “Il maresciallo di Mileto”, scritto dal giornalista lametino Fernando Giacomo Isabella, edito da Scatole Parlanti. L’evento è stato promosso dall’Associazione “a Filanda”, Università della Terza Età e del Tempo Libero, presieduta da Giorgio Ventura, figura di riferimento per la vitalità culturale del territorio catanzarese.
La moderazione è stata affidata a Marcella Crudo, che con competenza, equilibrio e una spiccata capacità comunicativa ha saputo introdurre gli ospiti e accompagnare il pubblico in un percorso di lettura coinvolgente e ben strutturato. Attraverso le sue introduzioni puntuali sono stati proposti alcuni passaggi significativi del volume, rendendo l’incontro particolarmente vivido e partecipato. Il libro nasce da un documento autentico del 1947: il libretto delle perlustrazioni redatto dal comandante della stazione dei carabinieri di Mileto, un diario quotidiano che registra servizi, nomi dei militari impiegati, orari, luoghi, timbri e firme del maresciallo. Da queste fonti emerge che, tra ottobre e dicembre 1947, i carabinieri di Mileto furono impegnati nella ricerca di un latitante. L’autore ha poi inserito un elemento di finzione narrativa: l’uccisione di una bambina, che diventa nodo centrale della trama.
Nel corso degli interventi è stato evidenziato come l’opera restituisca uno spaccato intenso del secondo dopoguerra, intrecciando rigore documentale e invenzione letteraria. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Lamezia Terme, Colonnello Antonio Strangis, ha sottolineato con particolare partecipazione il valore evocativo del romanzo, capace di riportare alla memoria luoghi ed esperienze autentiche, e di trasmettere con forza il significato profondo dell’Arma dei Carabinieri come istituzione storica e punto di riferimento per il Paese. Lo studioso di storia locale Vincenzo Cimellaro ha rimarcato l’atmosfera di rispetto e memoria che attraversa il testo. Ha inoltre richiamato il valore storico di Mileto, città legata alla tradizione normanna e alla figura di Ruggero I d’Altavilla. Il docente di storia Francesco Mastroianni ha invece posto l’accento sul recupero di mestieri e abitudini scomparse, e sull’intreccio tra vicenda criminale e rappresentazioni simboliche del tempo. Nel suo intervento conclusivo, l’autore ha ricordato come i personaggi del libro siano ispirati a persone realmente esistite e come l’opera sia nata dallo studio del libretto delle perlustrazioni, elemento fondamentale per restituire il senso del dovere e la quotidianità dei carabinieri del tempo. L’incontro, molto partecipato e sentito, ha confermato il crescente interesse verso un’opera che continua a essere presentata in diversi contesti culturali, consolidando il dialogo tra memoria storica, identità territoriale e narrativa contemporanea.
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