
Martedì 3 Febbraio, come Potere al Popolo Catanzaro e Circolo “Sierra Maestra” dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba, saremo nuovamente in piazza per manifestare il nostro rifiuto ad essere complici di Guerra, Riarmo e Genocidio. La recrudescenza e la sempre crescente violenza, con cui l’imperialismo neocoloniale capitalistico sta imponendo la propria agenda di crisi a un mondo che chiede e pretende tutt’altre soluzioni, ci vede calati in uno scenario che è ormai quello di una piena guerra mondiale dove ogni potenza con aspirazioni imperiali mostra i propri muscoli in assoluto spregio del diritto internazionale e dell’autodeterminazione dei popoli.
L’attacco alla Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte degli Stati Uniti nei primi giorni di gennaio ha reso esplicito cosa intendessero gli USA con l’espressione “ripristinare il primato americano nell’Emisfero Occidentale” contenuta nel documento sulla Sicurezza Strategica reso pubblico dall’amministrazione Trump.
Questa vera e propria azione di guerra contro il Venezuela è costata la vita a un centinaio di cittadini venezuelani e a 32 cubani che difendevano l’incolumità del presidente Nicolás Maduro e della prima combattente Cilia Flores, sequestrati dai militari nord-americani con una incursione aerea nella capitale Caracas e poi incarcerati e messi sotto processo negli USA.
Le ambizioni degli Stati Uniti però non sono solo dirette contro il Venezuela, ma riguardano tutti i Paesi di Nuestra America che devono essere trasformati in semplici territori da cui poter sfruttare le risorse, dal petrolio alle terre rare, dalle immense risorse di acqua dolce a una forza lavoro “usa e getta” (vedi la caccia agli immigrati nelle maggiori città statunitense).
Lo scopo è di fare del continente il trampolino di lancio per ridefinire il proprio ruolo di comando nella gerarchia della catena imperialista, annichilendo quelle esperienze progressiste e socialiste che non vogliono fare dei propri Paesi dei protettorati nord-americani, stroncando il legame con la Cina che già oggi costituisce il primo partner commerciale del continente latinoamericano e impedendo così la potenziale configurazione di un mondo multipolare e policentrico.
Le mobilitazioni avvenute subito dopo il sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores e le manifestazioni del 10 gennaio – svolte in una trentina di città italiane – sono state un primo importante segnale contro l’imperialismo, anche grazie al protagonismo delle componenti progressiste delle comunità latino-americane presenti in Italia. In quelle piazze si è riversato la parte più avanzata del movimento che nei mesi scorsi ha bloccato il Paese in solidarietà alla Palestina, creando una convergenza importante per dare continuità ad un movimento antimperialista e contro tutte le guerre.
A questa genuina dimostrazione di solidarietà internazionalista va data la necessaria continuità ed efficacia, considerato anche il ruolo di esplicita complicità del nostro governo e la sua manifesta vicinanza all’estrema destra americana tutta da Trump a Kast, passando per Milei. E anche le cosiddette forze di opposizione, al di là di qualche debole dichiarazione, tendono con varie “sfumature” a delegittimare i processi di trasformazione radicali che sono avvenuti in Venezuela – e chi li ha portati avanti, dimostrando la propria subordinazione ideologica ai “valori occidentali” europei e americani.
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