Catanzaro, morto Amedeo Lamberto: il ricordo di Nunzio Raimondi "Il pittore della sofferenza"

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  09 settembre 2026 12:02

di NUNZIO RAIMONDI 
 
Oggi Catanzaro perde un suo figlio davvero unico,il pittore degli ultimi e dei sofferenti,anzi,il pittore della sofferenza. Un artista poliedrico che, nella sua lunga esperienza terrena,ha esposto in molte parti d’Italia ed anche all’estero ricevendo tantissimi attestati di ammirazione e stima. Questo artista catanzarese è morto nel silenzio generale, povero, gravemente ammalato ed abbandonato da tutti in un “basso” del centro storico,assistito soltanto da pochissimi amici che ne condividevano l’umanità dolente. 
 
Da anni combatteva con gravi malattie e non si sapeva capacitare della situazione nella quale era caduto, sebbene questo connotasse il suo modo di essere, proprio quel lamento che si esprimeva nelle sue opere nelle quali s’imponevano i volti deformati ed effigi deturpate: quelle figure sembravano urlare il dolore di un mondo cinico ed indifferente. L’uomo non più uomo, trasformato dalla sofferenza in uno zombie, nemmeno lontanamente somigliante alla natura buona che lo aveva concepito. 
 
Ma, quantunque sfinito dal dolore, Lamberto non mancava di far emergere la sua ironia, che spesso trasmodava in sarcasmo,quasi cercando di “prendere a calci” la vita… Amedeo Lamberto aveva un carattere difficile: come molti artisti era spesso “oltre le righe”, un ribelle per natura al quale si concedeva tanto proprio in ragione della sua arte,ricolma di umanità. Dalla sua mano si stagliavano sulla tela le meraviglie della sua interiorità e,contemporaneamente,le miserie di ciascuno di noi. E’ stato anche il pittore della solitudine: molti suoi quadri raccontano questa sua condizione esistenziale,talora urlata e talaltra appena accennata,con pudore. Un grande artista catanzarese che avrebbe meritato celebrità in vita e che spesso,invece,è stato relegato all’anonimato ed all’oblio. Eppure, le sue opere su canapa, sopratutto su temi latino americani,si ritrovano in tantissimi locali pubblici catanzaresi ed in molti “salotti buoni” fanno mostra i suoi carabinieri a cavallo,delle sue piazze festose del sud,i suoi paesaggi sognanti. E che dire delle sue donne incantate, esili nella loro posa estatica;la donna trasognata,capace di rapire il suo animo bello. 
 
Amedeo Lamberto è stato un artista completo: come non ricordare la sua allegoria di Pinocchio,circa quaranta opere che ripercorrono la favola di Collodi con una tecnica insuperabile! E pensare che oggi,questo grande artista giace nell’obitorio di Catanzaro, senza nessuno che si faccia avanti per pagargli il funerale;umili spoglie,disgraziato in morte come in vita, meschino e sventurato nonostante la sua grande arte,infelice e misero come in vita,su un marmo disadorno senza neanche un fiore. Ma sono sicuro che la nostra nobile città non potrà lasciare questa povera salma senza esequie,senza una degna sepoltura: non accetterà mai di trattare un suo figlio tanto prodigo d’umanità, alla stregua di un meschino e miserabile. Per questo,insieme ai pochi amici che hanno condiviso con lui questa vita grama ma anche la sua altissima arte,sono a fare appello al Sindaco della Città perché la nostra comunità si faccia carico delle esequie di Amedeo Lamberto e di una degna sepoltura.
Del che’ di cuore ringrazio nella certezza che la nostra amata Catanzaro,umile e sovrana, non abbandonerà la memoria di Amedeo Lamberto,il pittore della sofferenza.