
Nasce il comitato "l'ospedale al Pugliese" a Catanzaro. Obiettivo, il potenziamento e la rigenerazione del Polo ospedaliero.
Perché "La scelta della localizzazione del nuovo ospedale – o meglio dei nuovi spazi ospedalieri dell’Azienda Universitaria-Ospedaliera “Renato Dulbecco” – è decisiva per il futuro di Catanzaro nei prossimi 50-60 anni" scrivono.
"Le Istituzione devono assumersi in pieno la responsabilità di tali scelte che investono non solo l’organizzazione della sanità, ma che avranno anche effetti molto importanti sull’economia, sul governo del territorio, sulla sostenibilità del sistema-Catanzaro. La scelta del buon senso: un’Azienda universitaria-ospedaliera “policentrica” che veda, oltre all’attuale Policlinico di Germaneto, un “rigenerato” e potenziato Polo ospedaliero nell’area tra il “Pugliese” e il “Ciaccio”.
"Tale soluzione, suggerita da più motivazioni, consentirebbe intanto di evitare la desertificazione dell’intero corpo centrale della città che si determinerebbe in caso di un trasferimento totale delle attività ospedaliere nell’area di Germaneto. Desertificazione che si tradurrebbe in uno svuotamento demografico, nella svalutazione del patrimonio immobiliare e in una terrificante crisi del già fragile tessuto economico-commerciale"
La visione di un “Pugliese-Ciaccio” rigenerato, moderatamente ampliato, collegato funzionalmente con il Parco della Biodiversità e servito dal grande parcheggio multipiano progettato dalla Provincia per 850 posti-auto, rappresenta, per il Comitato la soluzione migliore per assicurare ai catanzaresi e ai calabresi una sanità di qualità, senza rinunciare all’indispensabile integrazione con la Facoltà di medicina e il Policlinico universitario.
"Accanto all’intervento strutturale, è evidente che serve anche un consistente e robusto investimento sul patrimonio professionale e sulla dotazione tecnologica dei reparti"
Per portare avanti questa realistica ipotesi, si è costituito un comitato spontaneo ed aperto che abbiamo chiamato “L’ospedale al Pugliese” e che si farà carico di presentare la proposta, opportunamente documentata, ai vari tavoli istituzionali.
Del gruppo promotore fanno parte l’avvocato Antonio Ludovico (con il compito di portavoce), l’ex Prefetto Giuseppe Gualtieri, l’ex commissario dell’Asp Giuseppe Giuliano, il ginecologo Saverio Miceli, il presidente della Pro Loco Filippo Capellupo, l’editore Franco Mazza, l’ex direttore di banca Angelo Comito, l’avvocato Luigi Combariati, l’architetto Cristopher Cavur, l’avvocato Giacomo Maletta, il giornalista Raffaele Nisticò, lo pneumologo Gino Mancuso, i medici legali Luciana Carolei e Domenico Tedesco, l’operatore commerciale Fabio Falbo, l’esperto di marketing Andrea De Pasquale, il direttore sanitario di Karol Betania Paolo Mazza, l’avvocato Alessio Spadafora.
Il gruppo costituente è aperto a tutte le adesioni che dovessero arrivare da associazioni, professionisti, esponenti politici, cittadini che ne condividano le finalità, unicamente rivolte ad assicurare un futuro al Capoluogo, evitando scelte che condannerebbero i tre/quarti del territorio cittadino all’emarginazione e alla progressiva desertificazione.
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