Catanzaro, Nuova Genesi: "Necessario contrastare disagio giovanile"
21 aprile 2026 17:36Il disagio giovanile dei tempi ‘attuali’
I numerosi e sempre più frequenti fatti di cronaca, pongono in evidenza la presenza di un disagio psicologico crescente che coinvolge i minori in varie fasi dello sviluppo. Recenti episodi, accaduti negli ultimi tempi, vedono sempre più minori coinvolti in azioni di violenza e aggressività, che vengono spesso rivolte sia verso gli altri, sia verso la propria persona. Tale aggressività, che in determinate condizioni predisponenti, può condurre talvolta alla messa in atto di gesti anche estremi e purtroppo persino irreversibili, segnala la gravità della situazione attuale che appare sempre più preoccupante e allarmante. Tuttavia, la consapevolezza sociale sull’esistenza di un problema educativo, ormai da più parti evocata, non sembrerebbe ricevere, allo stato, l’attenzione dovuta attraverso interventi mirati, volti a contrastare, nonché a prevenire l’insorgenza di disagi in età evolutiva. In tale contesto, la famiglia e la scuola si trovano spesso a dover fronteggiare situazioni complesse che richiederebbero, invece, interventi specifici e a più livelli la cui assenza, rende impossibile agire in modo adeguato al fine di poter evitare comportamenti estremi. La scuola e la famiglia, quali Agenzie educative da sempre in sinergia nel Processo educativo del minore, seppur nei rispettivi ruoli, si trovano oggi sempre più in contrasto e in conflitto tra loro, e, in tale contesto, il ruolo della comunicazione sembrerebbe assumere un ruolo di primo piano per la trasmissione alle nuove generazioni di messaggi educativi condivisi. I cambiamenti culturali e sociali che caratterizzano i nostri tempi appaiono sempre più la causa del disagio minorile a cui si assiste, quale tentativo di trovare sempre delle cause esterne alla base dei fenomeni osservati. Tuttavia, il mutamento dei modelli culturali attuali non sembrerebbe rappresentate di per sé il motivo principale del disagio che, per quanto oggi appaia più evidente ed allarmante, esso risulta noto da sempre, sia nella memoria collettiva, sia nella mole di dati presenti in letteratura che mettono in evidenza, quanto, le problematiche auto ed etero aggressive, sopraindicate siano sempre esistite seppur in forme diverse a seconda dei modelli di sviluppo sociale presenti in un determinato periodo di tempo. Ed è proprio sulla base di tale consapevolezza che, appare oggi non più procrastinabile avviare un Processo di riflessione scientifica e di intervento a vari livelli, che coinvolga la famiglia, la scuola, l’intera società, nonché le Istituzioni, attraverso interventi finalizzati alla Prevenzione e, in particolare alla Prevenzione primaria intesa come Promozione del benessere psicofisico dell’individuo, e, nello specifico del minore, al fine di contrastare il più possibile l’insorgenza del disagio stesso e di conseguenza delle manifestazioni estreme alle quali esso può condurre, avendo come obiettivo il benessere della persona minore, della famiglia e della società nel suo insieme.
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