Catanzaro, oltre 70 ragazzi coinvolti nel progetto S.P.AZ.I.: una buona pratica per la prevenzione

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Si conclude il percorso promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS e finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio. Laboratori, ascolto, educazione socio-emotiva e coinvolgimento delle famiglie hanno rafforzato consapevolezza, autonomia e capacità di chiedere aiuto nei giovani

  22 luglio 2026 12:52

 Più di settanta bambini e preadolescenti coinvolti, un modello educativo fondato sull'ascolto, sulla relazione e sul protagonismo dei ragazzi, risultati che in diversi ambiti hanno superato gli obiettivi inizialmente fissati. È il bilancio conclusivo del progetto S.P.AZ.I. – Strategie Per Azioni Integrate, promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga, nato per prevenire il disagio giovanile e contrastare il rischio di dipendenze intervenendo già a partire dall'età di sei anni.

In ventiquattro mesi di attività il progetto ha saputo costruire una rete stabile tra scuole, famiglie, parrocchie e servizi territoriali, offrendo ai minori spazi protetti in cui crescere, confrontarsi e imparare a riconoscere le proprie emozioni.

Solo negli ultimi sei mesi sono stati intercettati oltre 70 ragazzi, coinvolti in laboratori, percorsi di gruppo e attività creative che hanno favorito un progressivo miglioramento delle relazioni e del clima all'interno dei gruppi.

«Le attività realizzate hanno consentito ai partecipanti di sperimentare spazi di ascolto, espressione e riconoscimento personale, contribuendo a rafforzare competenze sociali, autonomia, gestione emotiva e senso di appartenenza al gruppo», spiegano i referenti del progetto curato dal Centro calabrese di solidarietà EtS.

Tra gli strumenti messi in campo un ruolo centrale è stato svolto dal Laboratorio dei talenti, attraverso il quale i ragazzi hanno potuto valorizzare capacità personali come disegno, scrittura, pittura, comunicazione e sport, imparando a trasformare il tempo libero in un'opportunità di crescita. Parallelamente sono proseguiti i percorsi di educazione socio-emotiva, dedicati allo sviluppo dell'empatia, della consapevolezza delle emozioni e della capacità di prendere decisioni responsabili, imparando anche a dire "no" alle pressioni negative.

Il progetto ha dedicato particolare attenzione anche al benessere psicologico attraverso sessioni di mindfulness, respirazione e tecniche di gestione dello stress. Gli operatori hanno osservato una maggiore capacità di autoregolazione emotiva e, in alcuni casi, i ragazzi hanno dichiarato di utilizzare spontaneamente gli esercizi appresi nei momenti di ansia o agitazione.

Non sono mancati i momenti di confronto con le famiglie sui rischi legati all'uso delle sostanze e alle dipendenze comportamentali: la partecipazione dei genitori ha rappresentato una delle principali criticità del progetto, richiedendo un costante lavoro di sensibilizzazione e mediazione educativa.

Grande spazio è stato riservato anche alla comunicazione, con i ragazzi protagonisti nella realizzazione di un opuscolo, di una brochure informativa, di una locandina sul tema della rinascita personale e di un documentario finale che raccoglie testimonianze di operatori e beneficiari. Materiali pensati per diffondere un messaggio di prevenzione costruito "dai giovani per i giovani".

«Il progetto S.P.AZ.I. ha confermato l'efficacia di un approccio integrato alla prevenzione, basato su ascolto, relazione e protagonismo giovanile. Le attività hanno generato un impatto positivo sulla consapevolezza emotiva, sull'autoefficacia e sulla capacità di chiedere aiuto», concludono i referenti del progetto. Da qui l'auspicio che il modello possa proseguire e diventare una buona pratica replicabile anche in altri contesti educativi e sociali.

 


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