Catanzaro - Palermo, Rino Rubino: "Davide contro Golia, non succede mA se succede"

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  18 maggio 2026 10:07

di RINO RUBINO

Nelle Sacre Scritture della Bibbia si legge la storia di Davide e Golia, tale racconto dimostra come spesso non vince il più forte a maggior ragione se lo stesso dimostra spavalderia, arroganza e mancanza di rispetto verso il più debole. E’ tale situazione si è verificata ieri sera sul prato del Nicola Ceravolo, il Palermo gestito dai fondi arabi partito per vincere il campionato si è ritrovato a giocare i play-off con il “piccolo” Catanzaro gestito da persone serie quali la famiglia Noto ma con limitate risorse economiche in paragone ai fondi arabi. Pur tuttavia nel campo non vanno i soldi, ma 11 giocatori da una parte e 11 dall’altra e la lezione che è stata data ieri sera al presuntuoso, arrogante e maleducato mister Inzaghi è stata fantastica. Lo stesso Inzaghi dichiarava prima dell’incontro che avrebbe vinto facilmente all’andata e chiuso il turno play-off, il campo ha detto altro. Il Catanzaro ha vinto meritatamente 3 a 0 ed il risultato poteva essere anche maggiore. In campo abbiamo visto 11 guerrieri con la maglia giallorossa, guidati dietro dal “vecchietto” Brighenti, coordinati a centrocampo dall’immenso Pontisso e dal Modric italiano, deliziati dalle magie di Liberali ed infine, ma non per ultimo, capitanati da Sua Maestà Re Pietro Iemmello, giocatore sicuramente proveniente da un’altra galassia. E’ stato bello ieri sera vedere sventolare i vessilli giallorossi, vedere abbracciare persone tra di loro sconosciute, vedere negli occhi (anche i miei) qualche lacrimuccia perché ognuno di noi che ha i capelli bianchi ieri sera ha ricordato gli anni d’oro quando la domenica per Catanzaro era una festa popolare, quando l’intera Calabria veniva nel capoluogo per assistere alla partita.

Ed allora adesso perché non ricordare la famosa canzone di Roberto Vecchioni: “Sogna, ragazzo sogna” visto che sognare non costa nulla oppure perché non ricordare la canzone di Gianna Nannini “Notti magiche”? Ognuno di noi ieri sera avrà ricordato qualcosa del passato, di persone non più presenti fisicamente ma sicuramente da lassù con la bandiera giallorossa in mano ed allora mi vengono in mente due persone: mio zio Gino trasferitosi in gioventù per lavoro a Monopoli (Bari) ma rimasto sempre grande tifoso giallorosso e ogni volta che rientrava il suo primo pensiero era quello di salire allo stadio per vedere la partita, oppure mio suocero anche lui trasferitosi fuori città ma sempre con il pensiero alle Aquile giallorosse e ogni nostra vittoria veniva suggellata da un suo sorriso lampante che diceva tutto. Da noi a Catanzaro il calcio è anche questo, non è solo un gioco, ma è passione, è amore che si tramanda da padre in figlio e poi ai nipoti e posso dire che ultimamente mio figlio rivede partite e squadre di un certo livello dopo aver girovagato su campi sconosciuti, in paesi e città sconosciute ai più, ricordo che spesso prendevo la cartolina geografica per vedere il luogo dove dovevamo giocare. Adesso siamo ritornati in categorie più consone alla nostra immensa storia calcistica e ci stiamo deliziando gli occhi con autentici spettacoli. Siamo alla metà dell’opera, nulla è stato ancora fatto, mercoledì sera sarà un’inferno ma per adesso godiamo di questi momenti. Non succede mA se succede. Cordialmente dal tifoso giallorosso di serie A". 


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