
"Nel mio percorso di giurista, ho imparato che la storia è un susseguirsi infinito di intrecci che diventano un filo ininterrotto di testimonianze, un passaggio di valori che si alimentano l’un l’altro. Quando, nel mio primo convegno Addio alle Armi, esaltai la figura di Papa Francesco, lo feci perché riconobbi in lui un rivoluzionario capace di opporre il primato della coscienza all’inutile strage della guerra. Oggi, nel guardare a Papa LeoneXIV, ritrovo quella stessa radice, quella stessa più alta obbedienzache non si piega alle logiche del riarmo e del disprezzo per i diritti umani.
Le recenti e irriverenti sortite di esponenti come JD Vance o Donald Trump, che pretendono di istruire il Santo Padre su come affrontare la teologia, non sono solo sgarbi diplomatici. Sono oltraggi intollerabili alla coscienza universale. Dire al Papa di stare attento quando parla di pace e giustizia è come pretendere di insegnare l’armonia a Mozart: è il rovesciamento del buon senso operato da uno strapotere omologante che non tollera limiti etici.
Papa Leone XIV, seguendo il solco tracciato da Francesco, ci ricorda che la fede non è neutrale.
Se il cuore di Dio è straziato dalle ferite di Gaza, dell’Ucraina e di ogni luogo martoriato, il credente ha il dovere della diserzione morale dall’indifferenza.
Proprio come Francesco definì la guerra come negazione di ogni diritto, Papa Leone oggi ribadisce che la dottrina della guerra giusta è un ferro vecchio della storia. La barbarie del pensiero dominante vorrebbe convincerci che l’omicidio di massa sia uno strumento di sicurezza.
Noi rispondiamo, forti del magistero petrino, che l’unica arma legittima è il Diritto, inteso come difesa della dignità umana contro l’insolenza del male.
Ai giovani che oggi cercano una scia morale, dico: non lasciatevi ammaliare dalla falsa recita di chi urla più forte per nascondere una miseria intellettuale spaventosa.
La parola di Papa Leone XIV ha un valore che non si acquista con i voti o con i tweet infuocati.
Sostenere questo Papa non è solo un atto spirituale; è una scelta di civiltà. È decidere di stare dalla parte della verità nuda della dignità umana, opponendosi a un’etica del profitto che assesta chiodi di dolore nelle carni dell’umanità.
Come scrissi allora e riaffermo con forza oggi: se vogliamo realmente l’Addio alle Armi, dobbiamo studiare la legge che può disarmarle. E quella legge inizia con il coraggio di un uomo bianco vestito che, tra il fango del pregiudizio e l’urlo dei prepotenti, continua a dire: Non abbiate paura.
Noi, Giuristi Cattolici, siamo e saremo al Suo fianco. Perché il “mai più” non rimanga una formula retorica, ma diventi il fondamento di un mondo dove la giustizia e la pace possano, finalmente, incontrarsi e sostenersi a vicenda".
Lo si legge in una nota di Pantaleone Pallone, Presidente Unione Giuristi Cattolici sez. Catanzaro-Squillace.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797