Catanzaro, "per l'Università in centro segnali ancora troppo timidi": il Comitato “L’Ospedale al Pugliese” interviene nel dibattito

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  01 agosto 2026 09:34

Il Comitato “L’Ospedale al Pugliese” interviene nel dibattito sulla localizzazione di facoltà nel centro storico attarverso il suo portavoce Antonio Ludovico

In attesa di conoscere le determinazioni del presidente Occhiuto e del Commissario Moroni sulla localizzazione del nuovo ospedale e con l’augurio che le nostre pessimistiche previsioni  al riguardo vengano smentite, il Comitato che ho l’onore di rappresentare intende intervenire su un’altra questione di vitale importanza per la città: la presenza dell’università nel centro storico.

Lo facciamo perché animati da un grande e disinteressato amore per la nostra Catanzaro, con lo scopo di dare un contributo costruttivo, così come abbiamo fatto in questi mesi sulla questione ospedale. Presto ci struttureremo, anche sotto il profilo giuridico, in modo da dare più forza alla voce degli oltre settemila cittadini che hanno aderito al Comitato. La nostra battaglia principale resta quella della sanità, ma ci occuperemo anche di altro, da semplici cittadini.

Dobbiamo partire da un dato: il rapporto tra l’Università e la città è sempre stato difficile, altalenante, fatto più di incomprensioni che non di reale volontà di collaborare assieme. Si sono scontrate due visioni radicalmente opposte, da un lato quella di potenziare il campus di Germaneto, dall’altra quella di una presenza diffusa e strutturale delle facoltà non sanitarie nel centro storico.

In questi giorni ci sono stati segnali positivi, ma sicuramente insufficienti. Mi riferisco in particolare all’inaugurazione della Casa dello Studente nell’ex Chimirri e all’approvazione da parte dell’ANVUR del corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria che il rettore Giovanni Cuda non esclude di localizzare in centro.

Noi riteniamo che sia troppo poco, anche se Scienze della Formazione Primaria rappresenterebbe comunque un primo passo in avanti, nonostante riguardi appena 50 iscritti (gli altri 50, se non abbiamo capito male, andranno a Cosenza).

Oggi, la presenza dell’UMG nel centro storico è segnata dalla sola facoltà di sociologia che, purtroppo, progressivamente va perdendo appeal e iscritti.

Abbiamo l’impressione che tutto sia frutto dell’improvvisazione e non di una reale programmazione. In questo senso, non sbagliano alcuni rappresentanti degli studenti quando dicono che è errato prendere “pezzi” del campus di Germaneto e portarli qua e là nel centro storico.

Sembrano quasi dei “contentini”, mentre nelle altre città si fa sul serio. A Cosenza, nel complesso monumentale di San Domenico, in pieno centro storico, si è insediato il Polo delle Professioni Sanitarie dell’UNICAL che accoglie 500 studenti che presto diventeranno milletrecento. Quando le cose si fanno per bene.

A Catanzaro servirebbe una visione che purtroppo non si intravede né nelle politiche dell’UMG né in quelle dell’Amministrazione comunale, al netto di alcune apprezzabili iniziative.

C’è bisogno di un progetto unitario che non può limitarsi all’estemporanea disponibilità di contenitori che pure servono.

E allora, in conclusione, noi auspichiamo la costituzione di un tavolo di lavoro permanente tra UMG, Comune, Provincia e Regione che affronti in modo strutturale e non effimero la questione “l’università nel centro storico”, fissando precisi obiettivi e mettendo in campo le risorse che ogni soggetto può fornire. Ripeto, non è solo una questione di contenitori, ma il discorso riguarda anche e soprattutto i servizi agli studenti che continuano a guardare con scetticismo a tale possibilità. Noi questa battaglia la porteremo avanti nei prossimi mesi.