
di CARLO MIGNOLLI
“Questa squadra ha dei valori per venire fuori. Adesso è il momento di pedalare, dobbiamo stare calmi nei processi e avere fiducia”. Ciro Polito prova a tracciare la strada per il rilancio del Catanzaro nel giorno della presentazione ufficiale di Michele Mignani, chiamato a raccogliere l’eredità di Giorgio Gorgone dopo un avvio di campionato estremamente complicato. Le Aquile si ritrovano all’ultimo posto in classifica con 5 punti e sono chiamate a dare una risposta immediata, a partire dalla sfida di domani contro il Padova, in programma alle 17:15 allo stadio Ceravolo. Il direttore sportivo difende il valore della rosa, rivendica la scelta del nuovo allenatore e invita l’ambiente a restare unito, senza sottovalutare le difficoltà ma evitando processi anticipati.
La conferenza si apre con il saluto di Polito al tecnico uscente: “Ringrazio Giorgio Gorgone e il suo staff, è una persona straordinaria. Purtroppo il calcio non va sempre come uno spera, gli faccio un grosso in bocca al lupo. Adesso c’è Michele Mignani, una persona a cui sono molto legato: abbiamo attraversato grandi momenti insieme, ottenuto risultati importanti e credo che oggi fosse il momento di richiamare una persona di cui conosco il lavoro e quello che può darci”.
La decisione di cambiare guida tecnica, spiega Polito, è arrivata dopo una serie di valutazioni e non è stata dettata soltanto dall’ultima pesante sconfitta: “Abbiamo dato delle possibilità a Gorgone, ma negli anni avete visto che, prima di mandare via un allenatore, è giusto fare delle valutazioni a 360 gradi. Secondo me la scelta è arrivata al momento giusto. Abbiamo subito due sconfitte casalinghe, una peggiore dell’altra. Non so quale sia stata la più brutta: nella seconda abbiamo preso sei gol, nella prima magari non li abbiamo incassati, ma avremmo potuto prenderli comunque. A volte serve anche un bagno di umiltà, da parte di tutti, dai calciatori in poi. In questo momento è necessario capire la situazione e affrontarla con la consapevolezza di dover cambiare qualcosa”.
Il nome di Mignani era già in cima alle preferenze del direttore sportivo prima della decisione definitiva: “Quando l’ho chiamato la prima volta ci ha pensato un po’. È una persona riflessiva, non è uno che si butta a capofitto nelle cose. Dopo Bari ha continuato a lavorare in altre piazze, ottenendo risultati importanti e facendo bene anche nei playoff. Ha avuto una grande crescita, quindi è giusto che un allenatore rifletta quando lo chiami per prendere una squadra ultima in classifica”.
La scelta, tuttavia, non è mai cambiata: “Il mio primo obiettivo era lui. Quando l’ho chiamato dopo la sconfitta contro l'Ascoli, la sua risposta è stata: ‘Certo che vengo’. Mi ha detto che la sconfitta non gli cambiava nulla, perché era convinto che questa squadra avesse dei valori e che, insieme, avremmo potuto risalire la china. Mi ha detto che si fidava di me e che c’era. La sera stessa avevamo già chiuso, il giorno dopo ci siamo incontrati a Benevento”.
Il direttore sportivo esclude, almeno per il momento, la necessità di intervenire sul mercato degli svincolati e ribadisce la convinzione di avere a disposizione una rosa in grado di uscire dalla crisi: “Siamo a novembre e pensare a un mercato di giocatori svincolati significa che deve esserci qualcosa di talmente importante da poter anticipare. Questa squadra, per me, è piena di valori. Poi la classifica dice che siamo ultimi, quindi dobbiamo stare zitti e pedalare, accettando anche le critiche. Da professionista ho ricevuto grandi applausi e devo accettare anche i giudizi negativi. Ma sono convinto che questa squadra abbia i valori per venire fuori. Sono passate appena nove giornate e c’è ancora un campionato davanti, sapevamo dall’inizio che sarebbe stato un campionato più difficile”.
Il messaggio è rivolto anche ai tifosi, chiamati a sostenere la squadra in una fase in cui il bisogno di fiducia è particolarmente forte. Il ds invita a non abbandonare il gruppo proprio nel momento più complicato: “Gli alibi non esistono e non sono un uomo che cerca scuse. Oggi bisogna pedalare, ma vi dico di stare calmi nei processi. Alla fine, negli anni scorsi, siamo arrivati a fare cose grandissime. Quest’anno dobbiamo ottenere la salvezza e consolidare la categoria, perché non si possono fare miracoli ogni stagione. State vicini alla squadra: abbiamo bisogno di tutti, della gente e del tifo. Lo zoccolo duro c’è sempre, lo abbiamo visto anche in trasferta a Benevento, dove c’erano cinquecento o seicento tifosi”. E conclude: “Il mio unico interesse è salvare il Catanzaro, costi quel che costi”.
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