Catanzaro, presentato il progetto "Nonni fragili, bambini curiosi" per la scuola primaria di Ianò

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  28 settembre 2026 19:08

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un'iniziativa unica in Calabria che vuole dare all'edificio scolastico il valore di centro di aggregazione comunitaria e integrazione sociale. La sala Placanica della biblioteca comunale "De Nobili" di Catanzaro oggi pomeriggio ha accolto la presentazione di "Nonni fragili, bambini curiosi. La scuola meravigliosa": frutto della collaborazione tra Fondazione Ra.Gi., Amministrazione comunale e IC Catanzaro Materdomini nord-est "Manzoni", il progetto coinvolgerà la scuola primaria di contrada Ianò per renderla un modello pilota di co-location intergenerazionale dementia friendly, integrando la tutela delle persone con demenza, la socializzazione degli anziani e l'educazione all'inclusione dei bambini.

Il pomeriggio è stato moderato dalla giornalista Alessia Burdino. L'Amministrazione di Catanzaro è stata rappresentata dagli assessori Salvatore Bullotta e Nunzio Belcaro: "Abbiamo avuto il compito di individuare una possibile localizzazione per questa progettualità, che attiva un percorso con destinatari anziani in un momento di fragilità e bambini. Fondazione Ra.Gi. porta avanti questi lavori da anni per la nostra comunità e con ottimi risultati, siamo fieri che sia la bandiera del nostro territorio a livello internazionale", ha asserito Bullotta; "Fondazione Ra.Gi. è il ribaltamento del si è sempre fatto così, ti costringe sempre alla sfida e alla fine ha sempre ragione. Non fa mai nulla una tantum e immagina i progetti con una loro continuità. Noi abbiamo un problema di natura sociale e urbanistica che è il calo demografico nelle nostre scuole, fenomeno non omogeneo. Ianò ne è un esempio e la scuola è l'unico riferimento di Stato che ancora esiste. Reimmaginando questi luoghi in chiave politico-sociale possiamo dar vita a iniziative innovative come quella di oggi", ha invece sottolineato Belcaro.

La parola è poi passata ad Amanda Gigliotti, psicologa della Ra.Gi.: "Ho coordinato il progetto "Primi passi con la demenza, viverla senza vergogna, conoscerla senza paura" che, portando un bus itinerante in giro per 28 comuni della Calabria, è entrata a contatto con 4500 persone raccogliendo un'enorme mole di dati. Molti si sono interessati a capire il perché alcuni aspetti un po' particolari della nostra vita ci turbano e ci condizionano e abbiamo capito che c'è bisogno di conforto e risposte. Abbiamo voluto creare uno spazio nuovo, inclusivo in un quartiere predisposto all'unione tra territorio, scuola, bambini, famiglie e scambi intergenerazionali". 

Grande contentezza è stata espressa da Giulio Comerci, dirigente dell’IC Catanzaro Materdomini nord-est “Manzoni”, per poter ospitare nell'istituto questa iniziativa: "La scuola si apre al territorio: il progetto ridarà vita all'intero quartiere di Ianò, rappresentando un modello unico nel panorama scolastico calabrese. Le famiglie sono fortemente favorevoli e non vedono l'ora di vederne i frutti. Questo istituto è quello che rappresenta meglio la sensibilità verso l'inclusione, verso le politiche sociali e l'istruzione intesa in senso più ampio: l'esperienza quotidiana dei bambini aprirà a scenari che ancora non possiamo immaginare".

Le conclusioni sono state affidate alla presidente della Ra.Gi., Elena Sodano: "Le persone ai primi stadi della demenza non possono essere trattate con la stessa metodologia terapeutica di chi ne è affetto in fase più avanzata. Non esistono centri d'aggregazione diurni per chi si trova in queste condizioni. Noi andremo a curare un territorio e a renderlo comunità curante, il nucleo dal quale deve partire l'attenzione alle fragilità: questo è il nostro modo di fare cura che sta avendo successo e sta mettendo radici. Ci siamo impegnati a ristrutturare la scuola di Ianò perché si aprirà al futuro dei bambini: oggi si parla moltissimo di educazione affettiva però i ragazzi continuano a fare delle cose per andarsene da una vita che forse li spaventa. Faremo in modo che bambini e anziani assieme creino delle storie, dei libri, dei fumetti, per contaminare i loro coetanei come piccoli maestri di vita".

La partenza del progetto è prevista per dicembre e l'accoglienza non è aperta solo agli anziani del quartiere ma a chiunque voglia rivolgersi alla Fondazione. L'inclusione sociale passa anche dal voler dare una scuola meravigliosa che illumini gli occhi dei bambini, "sempre più lasciati nel buio" secondo Sodano: dall'idea di ampliare e rendere strutturali le attività gratuite rivolte alla popolazione over 60 del territorio sta nascendo un nuovo modello di comunità che porta il quartiere a prendersi cura delle fragilità.