Catanzaro, Riccio a Fiorita: “Doppio standard e doppia morale nella gestione dei beni pubblici"
Eugenio Riccio
08 novembre 2026 10:01"Il Sindaco comunista con il Rolex, nei suoi pensieri della domenica, si dimentica di parlare di come lui e il comunista Bosco gestiscono i beni pubblici comunali. Parla di tutto, tranne che di quello che conta davvero per i catanzaresi: chi usa i beni di tutti, come li usa, e a che prezzo. Leggo i soliti pensieri della domenica del Sindaco Fiorita e mi viene da sorridere. Tanta retorica, tanta morale, zero fatti. E soprattutto doppio standard e doppia morale: una regola per gli amici, un’altra per tutti gli altri". Lo scrive il consigliere comunale Eugenio Riccio.
"Sul Palaledda la verità è una sola: per la sinistra Bosco-Fiorita i beni pubblici non sono di tutti, sono gestiti con una convenzione tutta loro. A chi è vicino, tutto. A chi non lo è, patti di collaborazione, burocrazia e porte chiuse. I patti di collaborazione dovevano essere uno strumento di partecipazione, di cura condivisa della città. Con questa amministrazione sono diventati un filtro politico: si decide chi può prendersi cura di un bene pubblico e chi no, in base alla vicinanza, non al merito, non al progetto, non all’interesse della collettività.È questo il modello Fiorita: doppio standard e doppia morale, tipico dei comunisti.Predicano l’uguaglianza e la trasparenza, poi gestiscono la città come proprietà privata della loro maggioranza, con i beni pubblici come feudi da assegnare. E sul Palaledda i fatti, denunciati da me il 28 ottobre, parlano chiaro. Quella che doveva essere inclusione, attività gratuite e agevolate per i giovani del quartiere, come promesso dall’Assessore Battaglia, è diventata di fatto un’attività commercializzata: padel a 40 euro per 90 minuti, basket e volley a 50 euro per 90 minuti, con noleggio campi dal lunedì al sabato dalle 08:30 alle 22:00, 81 ore a settimana a pagamento. Il tutto con un aggravante scandaloso: al punto 5 del Patto, il Comune si accolla utenze, assicurazione e manutenzione straordinaria. In pratica il Comune ha pagato milioni per costruire il PalaLedda, continua a pagare le bollette e non incassa un euro di canone, mentre il privato incassa 40-50 euro l’ora. Si socializzano i costi e si privatizzano i profitti. E per giunta, quegli incassi vengono qualificati come “contributo”, non come corrispettivo, con il rischio di eludere IVA e tasse. Questa non è collaborazione, è concorrenza sleale verso gli imprenditori catanzaresi che hanno investito soldi propri per aprire campi di padel e basket pagando affitti, mutui e tasse regolarmente. E anche qui, doppio standard: ai privati si chiedono tasse, canoni e regole rigidissime, agli amici del sistema Bosco-Fiorita si regala un impianto pubblico senza canone e con le bollette pagate dal Comune. Noi la pensiamo all’opposto. Un bene pubblico è di tutti i catanzaresi. Il Palaledda, come ogni altro spazio comunale, va gestito con regole trasparenti, uguali per tutti, bandi chiari e controlli veri. Non con convenzioni cucite su misura e con la doppia morale di chi predica bene e razzola male. Sindaco, invece di scrivere pensieri della domenica, venga a spiegare ai catanzaresi perché sul Palaledda vale una regola e per gli altri un’altra. La città non ha bisogno di prediche, ha bisogno di trasparenza".
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