






Inaugurato in via Ettore Vitale il nuovo Centro Sociale di Pontegrande, uno spazio di aggregazione e inclusione per tutte le generazioni. Il progetto, promosso dal Comune di Catanzaro insieme agli enti del terzo settore, offrirà laboratori creativi, supporto scolastico, attività culturali e percorsi di facilitazione digitale per gli anziani.
29 ottobre 2026 12:43di GUGLIELMO SCOPELLITI
“C’è spazio per qualcosa di nuovo. Per le tue idee. Per nuove conoscenze. Per stare insieme.” La frase che accoglie chi varca la soglia in via Ettore Vitale non è soltanto uno slogan di benvenuto, ma la sintesi concreta di una mattinata in cui le stanze del nuovo Centro Sociale di Pontegrande si sono riempite subito di volti, abbracci e sguardi orientati al futuro. Quando Padre Piero Puglisi ha invitato i presenti a raccogliersi nella recita del Padre Nostro e dell’Ave Maria per benedire l’avvio delle attività, attorno a lui c’era un pezzo intero di quartiere: residenti, operatori sociali, rappresentanti della parrocchia locale e un’ampia rappresentanza dell’amministrazione cittadina.

L’inaugurazione di questa mattina segna una tappa attesa per l’area nord di Catanzaro. Pontegrande è una di quelle zone che negli ultimi decenni hanno subito gli effetti dello spopolamento e dell’invecchiamento demografico, pagando il progressivo spostamento del baricentro urbano. Aprire qui un presidio di socialità significa provare a invertire questa tendenza. All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Nicola Fiorita, la vicesindaca Giusy Iemma, l’assessore alle Politiche sociali Nunzio Belcaro, l’assessore Salvatore Bullotta, il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco e diversi consiglieri.
La struttura nasce da un percorso di co-progettazione promosso dal Comune di Catanzaro insieme a una rete del terzo settore che vede come capofila la Fondazione Città Solidale ETS, al fianco di Anteas Catanzaro, CORISS, Un raggio di sole e A Filanda. L’obiettivo dichiarato non è la semplice erogazione di servizi, ma la costruzione di un welfare partecipato, in cui la vicinanza fisica diventi lo strumento per contrastare l’isolamento involontario.
Un welfare che si alimenta anche della generosità e della cura diretta del territorio. A sottolinearlo è stata Federica Mauro, presidente di Anteas Catanzaro, che ha voluto rimarcare il valore dei primi sostegni concreti arrivati per allestire i locali, rivolgendo un invito diretto alla cittadinanza: “Ringrazio l’assessore Belcaro perché ci è stato veramente vicino in tutto questo percorso. Un grazie va anche alla Cisl, che ci sta affiancando e ha già donato un frigorifero, casse acustiche e tavoli con carte da gioco per stare insieme. Questa è anche casa vostra: se c’è un gruppo nel quartiere che vuole prendersi cura del posto, fatevi avanti, c’è necessità dell’aiuto di tutti”.
Per il sindaco Nicola Fiorita, l’inaugurazione rappresenta un passo concreto nel percorso avviato sin dall’inizio del mandato per dotare i quartieri di spazi d’aggregazione: “Mettiamo un altro punto su questo profilo. Sin dalla presentazione delle linee programmatiche avevamo riscontrato, anche dopo l’esperienza del Covid, una grandissima esigenza di luoghi da condividere e un’assoluta carenza nella nostra città. Pontegrande rappresenta la spina dorsale dell’identità cittadina, ma negli ultimi anni aveva subito un po’ di disattenzione per lo spostamento del baricentro urbano. Aver riaperto una palestra chiusa da quarant’anni e oggi questo centro, grazie alle associazioni che si sono buttate a capofitto con grande energia, è un motivo di grande soddisfazione. Sono felice di aver invertito una tendenza e di poter dare a questo quartiere uno spazio che voleva fortemente”.

Un aspetto sottolineato con emozione anche dalla vicesindaca Giusy Iemma, cresciuta proprio tra le strade di questo quartiere: “L’inaugurazione del Centro Sociale di Pontegrande rappresenta per me un momento di particolare emozione. Vedere nascere qui uno spazio dedicato alla comunità significa dare concretezza a un’idea di città in cui nessuno deve sentirsi solo”.

Non si tratta di una cattedrale nel deserto, ma di un luogo pronto a mettersi in moto. L’assessore alle politiche sociali Nunzio Belcaro ha rimarcato come questo spazio risponda a una “visione complessiva di una Catanzaro inclusiva, dove i quartieri possano godere di strutture polifunzionali per lo scambio generazionale”. Il piano organizzativo prevede infatti percorsi differenziati ma convergenti: dai laboratori creativi al supporto scolastico per i più giovani, passando per le attività di movimento, i percorsi di facilitazione digitale per promuovere l’autonomia degli anziani e le iniziative culturali.

Il valore guida rimane quello dell’intergenerazionalità. Come ha ricordato Padre Piero Puglisi nel suo intervento, l’intento non è dividere le persone per fasce d’età: “Non dobbiamo creare ghetti. I ragazzi hanno tanto da dare agli anziani, così come gli anziani hanno tanto da insegnare ai giovani. Apriremo tutti i giorni con la presenza di diverse organizzazioni; nella prima parte di novembre saremo già operativi affinché questo centro cominci a respirare e a raccogliere vita”.
Quando la calca dell’inaugurazione si dirada e le porte di via Ettore Vitale si chiudono al termine della mattinata, si percepisce chiaramente la felicità diffusa tra le tante persone che hanno affollato i locali: dagli anziani storici del quartiere ai ragazzi incuriositi da questo nuovo spazio. Con l’avvio delle attività ordinarie a inizio novembre, il reale successo del Centro Sociale dipenderà dalla capacità del quartiere di farlo proprio giorno dopo giorno, trasformando quattro mura in un polmone vivo di relazioni umane.
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