
di DANILO RUSSO
Non so cosa mi renda basito maggiormente, se il tentativo da parte della coordinatrice ex caposala di pronto soccorso Emanuela Costanzo di difendere l’indifendibile oppure il tentativo di screditare il mio operato e quello del movimento che rappresento.
Ricordo a me stesso che insieme ad Emanuela Costanzo nel corso della scorsa legislatura, quando io ero presidente della commissione politiche sociali, abbiamo portato avanti molte battaglie sulla sanità e firmato sempre insieme altrettanti articoli. Gli articoli a firma congiunta si trovano ancora sul web. Direi quindi che Emanuela Costanzo ha perso una buona occasione per rimanere in silenzio ed evitare così che la sua memoria, ormai stanca dai troppi problemi che con fatica cerca di risolvere nel pronto soccorso, non le giocassero un brutto scherzo facendole dimenticare di quando entrambi militavamo in Forza Italia anche se in gruppi diversi. Il mio intervento è stato dettato dai molti operatori sanitari e utenti che in questi mesi mi hanno contattato ed espresso la loro posizione, che prendiamo atto lei non condivide. È troppo facile trincerarsi dietro la difesa d'ufficio di un sistema che purtroppo mostra quotidianamente le sue falle a danno dei cittadini. Quando la consigliera Costanzo tenta di sminuire la nostra denuncia non offende me o il movimento, ma volta le spalle a quegli stessi utenti e lavoratori che vivono sulla propria pelle i disagi del pronto soccorso e della sanità catanzarese.
Entrando nel merito delle sue affermazioni emergono chiaramente alcune contraddizioni. Dire che tutto va bene o che le critiche sono solo strumentalizzazioni politiche significa ignorare i gridi d'allarme che arrivano proprio dalle corsie. Gli operatori sanitari sono allo stremo, sotto organico e costretti a turni massacranti. Negare questo significa non voler vedere la realtà. Le lunghe attese, le barelle nei corridoi e le difficoltà di gestione non sono invenzioni dell'opposizione, ma lo specchio di una gestione che necessita di interventi urgenti, non di applausi di circostanza. Non si possono firmare denunce stringenti quando si è all'opposizione o in certe posizioni e poi improvvisamente diventare garanti dell'efficienza assoluta solo perché sono cambiati i ruoli o le convenienze politiche. La tutela della salute pubblica non ha colore politico e non dovrebbe subire amnesie stagionali.
Il nostro ruolo come rappresentanti dei cittadini è quello di vigilare, segnalare e proporre soluzioni. Non ci faremo intimidire da tentativi di delegittimazione che sanno tanto di vecchia politica del va tutto bene.
Prendiamo atto che la consigliera Costanzo preferisce la linea della difesa a oltranza della governance attuale. Noi al contrario preferiamo ascoltare i cittadini, i medici, gli infermieri e i pazienti. Continueremo a portare avanti le nostre battaglie sulla sanità con la stessa coerenza che ci ha sempre contraddistinto, ieri ed oggi sempre dalla stessa parte, sperando che prima o poi anche chi oggi siede dall'altra parte ritrovi la lucidità e la memoria storica necessarie per ammettere che c'è ancora moltissimo da fare. Il tempo delle scuse è scaduto
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