
di FILIPPO COPPOLETTA
Al “Ceravolo” finisce 0-0 tra Catanzaro e Sampdoria nella ventunesima giornata di Serie B, una gara combattuta e a tratti spigolosa, nella quale i giallorossi non sono riusciti a trovare la giocata decisiva ma hanno comunque mostrato solidità.
In sala stampa Alberto Aquilani analizza con lucidità una partita che, a suo avviso, poteva avere un epilogo diverso. Il tecnico ha ammesso come la squadra sia stata “meno pulita del solito” sia in costruzione che negli ultimi metri, sottolineando però l’atteggiamento attento contro un avversario di valore. Nel secondo tempo, racconta, aveva la sensazione che la gara fosse in mano al Catanzaro: serviva soltanto quello spunto capace di indirizzarla. Le occasioni non sono mancate, tre o quattro situazioni potevano essere gestite meglio, ma il dato che più soddisfa l’allenatore resta la fase difensiva, con pochissimo concesso alla Sampdoria.
Alla domanda su una partita poco spettacolare, Aquilani riconosce qualche demerito dei suoi, soprattutto per errori anche semplici che hanno tolto fluidità alla manovra, ma rende merito anche ai blucerchiati. In gare così “sporche”, evidenzia, non prendere gol diventa un segnale importante nel percorso di crescita della squadra.
Il Catanzaro ha provato ad alzare l’intensità e a incidere anche dalla panchina. “I ragazzi hanno dato tutto”, spiega Aquilani, che rivela come i cambi fossero pensati proprio per sfruttare la freschezza e gli spazi che iniziavano ad aprirsi. Dopo due sconfitte consecutive, però, il punto viene accolto con realismo: meglio prendere quanto raccolto e ripartire.
Tra le note positive spicca la prova di Liberali, promosso a pieni voti dal tecnico. Aquilani lo vede pronto e già in grado di dare garanzie importanti: un giocatore con qualità, bravo con la palla e intelligente nei movimenti, che ora deve crescere nella rifinitura e nelle scelte negli ultimi trenta metri.
Sul fronte offensivo, l’allenatore parla di una buona prova sia di Pietro sia di Pittarello, con quest’ultimo vicino al gol in una circostanza importante. È mancato però quello slancio finale, quella cattiveria sotto porta che spesso fa la differenza, ed è anche per questo che ha deciso di intervenire con le sostituzioni.
Standing ovation, invece, per Brighenti, autore di una prestazione maiuscola al centro della difesa. Aquilani non nasconde l’ammirazione per una gara definita “incredibile”, contro attaccanti tutt’altro che semplici da contenere.
Capitolo Cissé: il tecnico ammette di aver pensato al cambio, salvo poi ripensarci dopo una conclusione che ha sfiorato l’incrocio dei pali. È proprio quel guizzo che Aquilani cerca nei suoi uomini offensivi, lo stesso che vede in Pietro e in Liberali. Anche se ci si aspetta sempre qualcosa in più da chi ha abituato bene, Cissé viene comunque promosso per l’impegno e la prestazione complessiva.
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