
di GABRIELE RUBINO
E' il momento della verità. Venerdì prossimo il Consiglio comunale esaminerà la proposta di piano industriale della Catanzaro Servizi. La partecipata, da sempre problematica, come non mai è vicina al baratro del fallimento. In senso letterale, perché la procedura avviata con la Camera di Commercio ne è l'anticamera. Intendiamoci, l'Aula approverà il documento confezionato, ma il vero giudizio sarà quello del tribunale fallimentare, che ha fissato l'udienza esattamente fra una settimana.
Un piano industriale, di risanamento, di rilancio (che dir si voglia) che poggia sulle basi già anticipate da questa testata (LEGGI QUI). Si chiama Catanzaro servizi ed ha bisogno di nuovi 'servizi'. I quattro di 'prima applicazione' sono i seguenti: manutenzione stradale, verde pubblico, lampade votive e assistenza tecnica. Altri sono a medio termine: terzo specchio d'acqua nel porto e pubblicità (il residuo delle affisioni disponibili). E altri più in divenire. A partire dal forno crematorio in via Paglia che sarebbe un bene per il cimitero cittadino ma non ha uno straccio di finanziamento a copertura. Al pari dell'ipotetica vendita dell'immobile in viale De Filippis per circa 500 mila euro (nel 2028), che sembra più un auspicio che una cosa concreta. Ci azzecca il ruvido mercato immobiliare del Capoluogo e ci azzecca il realismo. A proposito, il Comune conta di realizzarlo e di rientrare dall'investimento nello spettro temporale di una decina di anni.
Può essere, come no. Certo, fa storcere il naso che in una condizione così deficitaria siano previste una trentina di nuove assunzioni. E' come dire: sto morendo di fame, ma faccio un ulteriore prestito per restare a galla.
Se questa sarà la giusta strategia lo dirà soltanto il tempo. Di certo, e qui entriamo nel piano squisitamente politico, in pochi voteranno contro l'unico straccio di documento che potrà dare un respiro alla partecipata, che è importante non perché si chiama 'Catanzaro Servizi', ma, se venisse improvvisamente meno, azzopperebbe l'intera Amministrazione comunale. Esatto, questa è la vera posta in gioco.
L'impressione è nitida. ll piano passerà in Aula, tutti saranno convinti che si tratterà di scalciare la lattina più avanti, ma la sua effettiva sostenibilità, anzi realizzabilità, è tutta da verificare. Per il momento ci si accontenta di questo. Ma, trattandosi di soldi pubblici, La Nuova Calabria se ne occuperà nella prossima puntata di Catanzaro Capitale che andrà in onda venerdì pomeriggio, in corrispondenza del Consiglio comunale.
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