
di CATERINA MURACA
Venerdì 17, una data da sempre legata a superstizioni e mistero, si trasforma in un’occasione perfetta per immergersi nelle atmosfere del noir. A Catanzaro, nella cornice dell’Hotel Guglielmo, la dodicesima edizione di “Libri & Bollicine” ha ospitato la presentazione del romanzo “Parigi si tinge di nero – Gli omicidi dell’asso di picche” di Valeria Masciari, regalando al pubblico un pomeriggio all’insegna del giallo e della suspense.
L’incontro, moderato da Emanuele Aloi, ha visto l’autrice dialogare con i presenti, raccontando la genesi del suo secondo libro e offrendo uno sguardo approfondito sul mondo della scrittura. Il romanzo si inserisce nel filone poliziesco e riporta al centro un personaggio già noto ai lettori: un ispettore della polizia parigina, figura immaginaria costruita con grande attenzione ai dettagli.
Masciari ha spiegato come il protagonista sia nato da una precisa scelta stilistica: “volevo che il mio ispettore avesse un tono misurato”, recuperando l’eleganza dei gialli del primo Novecento, in contrasto con i toni più duri della narrativa contemporanea. Ne emerge così un personaggio educato, rispettoso e profondamente umano, “sia con le persone comuni ma anche con i colpevoli”.
Entrando nel dettaglio, l’autrice ha descritto l’ispettore Rufus Trefollian come: “un uomo molto bello, alto, magro, con gli occhi verdi e i capelli neri leggermente brizzolati sulle tempie, sposato e con una figlia adolescente”, ma soprattutto ha sottolineato il legame personale con il personaggio: “via via che scrivevo mi sono accorta che gli ho dato i miei stessi gusti”. Un tratto che rende il protagonista ancora più autentico: amante del caffè, dei viaggi, del teatro e della buona cucina, pur senza mai leggere gialli, perché – come ha spiegato sorridendo – “lui i gialli li vive”.
Ambientato interamente a Parigi, il romanzo conduce il lettore fin dalle prime pagine direttamente sulla scena del crimine: “Da subito il lettore viene coinvolto nella risoluzione del mistero”, ha spiegato l’autrice, sottolineando una scelta narrativa precisa: “tutti gli indizi che conosce l’ispettore li conosce anche il lettore”. Un modo per creare un legame diretto tra chi indaga e chi legge, accompagnandoli insieme verso la soluzione del caso.
Durante l’incontro, l’autrice ha condiviso anche riflessioni personali sul processo creativo, offrendo consigli a chi desidera avvicinarsi alla scrittura. “Importante è avere la storia in testa, non perderla, poi la scrittura viene da sé”, ha spiegato, evidenziando come questo aiuti anche a evitare la monotonia.
Un percorso, il suo, nato quasi per caso: dopo anni di insegnamento e studi in ambito matematico e informatico, la scrittura si è rivelata una scoperta inattesa: “Scrivere è terapeutico”, ha affermato, sottolineando il valore personale oltre che creativo di questa esperienza.
L’evento ha confermato ancora una volta il valore di “Libri & Bollicine” come spazio di incontro tra autori e lettori, capace di unire cultura, dialogo e condivisione. E in un venerdì 17 carico di simboli, il mistero si è trasformato in racconto, lasciando al pubblico il piacere di continuare a indagare tra le pagine del libro.
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