Catanzaro Vivace non perdona Donato: "I quartieri non vanno colorati di civiltà, risparmi la vernice"

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  25 marzo 2022 15:16

 
“Si risparmi la vernice Valerio Donato: i quartieri non hanno certo bisogno di esser “colorati dì civiltà”, come lui sostiene con arroganza nel suo spot elettorale. D’altronde, solo chi non conosce la realtà dei quartieri periferici di Catanzaro può affermare che li si debba addirittura civilizzare”.. Nelle aree che non sono il centro di Catanzaro vive la stragrande maggioranza dei cittadini, quelli che da sempre chiedono alla classe politica che amministra una maggiore attenzione ai propri bisogni quotidiani. Anzi, chiedono semplicemente di non essere considerati cittadini di serie B, di non essere tenuti in considerazione solo quando si tratta di conquistarne il voto". Così in una nota stampa di Catanzaro Vivace.
 
"Alla mancanza di risposte da parte di chi questa città l’ha governata e rappresentata tra i banchi della maggioranza del Consiglio Comunale, - prosegue - quei cittadini hanno spesso opposto l’azione diretta e personale, testimonianza vera di quella civiltà che il candidato a sindaco Donato vorrebbe “esportare” dal centro alle periferie con un atto di “mecenatismo interessato” non richiesto e decisamente offensivo.  Piuttosto, Donato dovrebbe chiedere ai suoi nuovi compagni di viaggio, che sono gli stessi che portano le responsabilità del governo negli ultimi decenni, come mai sono rimasti in silenzio e con le braccia conserte, nelle loro comode poltrone, quando chi risiede in periferia chiedeva a gran voce il rispetto dei propri diritti e una maggiore attenzione".
 
"Chieda ai suoi nuovi e vecchi amici che lo sostengono dove erano quando a Santa Maria si smantellava un campetto sportivo pubblico. Chieda a loro come può essere che in intere e popolose zone della città, - ribadisce - in cui le difficoltà sociali sono evidenti, i pochi presidi sportivi pubblici vengano eliminati privando i cittadini di spazi di socialità. Chieda loro perché non esistano spazi pubblici di aggregazione sociale a Sud della città".
 
"Insomma, in periferia non c’è alcun bisogno della civiltà che il professore Donato vorrebbe esportare: ci sono già associazioni di volontari che, tra mille difficoltà e senza il sostegno del Comune, si prodigano per fare cultura, aggregazione sociale e portare sostegno a chi è in difficoltà. Questa è la civiltà che viviamo nelle periferie, - conclude - di cui siamo orgogliosi e che vediamo ogni giorno, non solo in campagna elettorale. Piuttosto Donato provi a utilizzare i secchi di vernice per ridare candore a pezzi importanti della sua coalizione che hanno precise ed evidenti responsabilità politiche nello stato di degrado di questa città e delle sue zone periferiche: magari così riuscirà a farli passare come qualcosa di nuovo da offrire alla città che loro stessi hanno distrutto".

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