Catturato in Spagna il boss Domenico Paviglianiti, era latitante dal 2022: dovrà scontare oltre 19 anni

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images Catturato in Spagna il boss Domenico Paviglianiti, era latitante dal 2022: dovrà scontare oltre 19 anni


  28 giugno 2026 20:37

Si è conclusa in Spagna la lunga latitanza di Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”, ritenuto dagli investigatori elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta attiva nella provincia di Reggio Calabria, con ramificazioni nel Nord Italia e all’estero. L’uomo è stato arrestato a Soria, nell’entroterra spagnolo, a circa 200 chilometri da Madrid, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza reggina, in stretta collaborazione con la Policia Nacional spagnola.

Paviglianiti era irreperibile dal 2022, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di esecuzione per cumulo pene dalla Procura della Repubblica di Bologna. Il provvedimento disponeva l’esecuzione di una condanna definitiva superiore ai 19 anni di reclusione per reati particolarmente gravi, tra cui associazione mafiosa, omicidio e violazioni in materia di armi.

Determinante, per arrivare alla sua individuazione, è stata la cooperazione internazionale sviluppata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalle forze di polizia italiane e spagnole. Decisivo anche il supporto fornito dall’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta), dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, dal Comando Generale della Guardia di Finanza e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il monitoraggio di alcuni soggetti appartenenti alla cerchia relazionale del boss e i frequenti spostamenti tra Italia e Spagna hanno consentito di restringere progressivamente il campo delle ricerche. Le attività di osservazione e pedinamento hanno così permesso di localizzare il latitante nella città di Soria, dove è stato fermato dagli agenti all’uscita di un ristorante.

La figura di Domenico Paviglianiti è storicamente legata alla cosiddetta seconda guerra di ’ndrangheta, il sanguinoso conflitto mafioso che tra il 1985 e il 1991 sconvolse la provincia reggina. In quel contesto, “Don Mico” avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano, schierandosi al fianco della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello, una stagione caratterizzata da numerosi omicidi che modificarono profondamente gli equilibri criminali del territorio.

Nel corso degli anni, Paviglianiti è stato raggiunto da numerosi provvedimenti restrittivi e da diverse condanne definitive per reati di estrema gravità, tra cui associazione mafiosa, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Condannato inizialmente all’ergastolo, pena successivamente rideterminata in 30 anni di reclusione, era già stato arrestato in Spagna nel 1996 e nel 2021 dopo precedenti periodi di latitanza.

Nel 2022 nei suoi confronti era stata inoltre disposta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, mai eseguita proprio a causa della sua irreperibilità. Nello stesso anno era stato emesso anche un nuovo mandato di arresto europeo.

Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure per il trasferimento del boss in Italia, dove dovrà espiare la pena detentiva residua. L’operazione rappresenta un nuovo importante risultato nella lotta internazionale alla ‘ndrangheta e conferma l’efficacia della cooperazione investigativa tra le autorità italiane e quelle estere.


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