Centro storico di Catanzaro, l'isola che... c'è, ma oltre ai sogni ci sono i conti di sua Maestà: la Realtà

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Centro storico di Catanzaro, l'isola che... c'è, ma oltre ai sogni ci sono i conti di sua Maestà: la Realtà


  11 ottobre 2026 21:46

di GABRIELE RUBINO 

E così, dopo la tempesta di fulmini, il maltempo e una donna che si è schiantata con la propria auto contro una delle nuove panchine, dopo decenni di polemiche, di sostenitori e detrattori, di chi era a favore e di chi era contro, ecco finalmente l’isola pedonale permanente nel centro storico di Catanzaro.

La verità è che bisogna assaggiarla da pedoni. Finalmente non c’è il rumore perenne delle auto, a volte persino amplificato da radio picaresche ad altissimo volume. Finalmente si può camminare liberamente nel cuore del capoluogo di Regione, senza dover fare i conti con il traffico e con una strada che, fino a ieri, sembrava appartenere esclusivamente a chi era al volante.

Al netto della retorica, però, parliamoci chiaro: sono appena trecento metri pedonalizzati, con due fasce orarie che consentiranno comunque l’accesso ai mezzi autorizzati. Non è la rivoluzione copernicana, ma è comunque un atto di coraggio. Quello che è mancato a tutti per decenni. E quello che è mancato anche all’Amministrazione Fiorita, che avrebbe potuto realizzarla subito, entro i primi due anni di mandato, anziché arrivare soltanto alla fine del percorso amministrativo per attuare una misura inserita nel programma elettorale.

Ma va dato atto che l’isola pedonale, oggi, c’è. E non è poco, dopo anni di discussioni, rinvii e trattative estenuanti.

Sarà la rivoluzione che farà risorgere il centro storico? Certo che no. Ma, del resto, peggio di così non si poteva andare. E soprattutto, non si può pretendere che trecento metri di strada senza automobili e due transenne, risolvano problemi che si sono accumulati nel corso di decenni.

Sul piano politico, la questione era persino più semplice di come è stata raccontata. Bisognava porla come è stata posta soltanto nell’ultimo anno: si fa e basta. Senza trasformare ogni decisione in una negoziazione infinita, senza aspettare che tutti siano d’accordo, senza lasciare che ogni obiezione diventi un motivo per rinviare. Amministrare significa anche scegliere, assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni.

L’altra verità è che molti commercianti, nell’animo, resteranno contrari alla misura. Non è una colpa. Chi gestisce un’attività economica ha le proprie ragioni, i propri timori, i propri conti da far quadrare. Ma la contrarietà non può diventare una giustificazione sufficiente per non cambiare mai nulla.

La gente che passeggia è bella da vedere. Ma attenzione alle allucinazioni. Non stiamo parlando della pozione magica capace di risolvere ogni problema del centro storico. Il Comune, di qualsiasi colore politico, non può risolvere per decreto un problema strutturale: molte delle attività commerciali presenti non hanno, semplicemente, una capacità attrattiva sufficiente a richiamare nuovi flussi di clientela.

E bisogna avere il coraggio di dirlo. Non esiste, almeno qui e ora, una prospettiva concreta di insediamento dei grandi marchi della distribuzione commerciale, da Zara in giù, nel centro storico di Catanzaro. I soldi comandano, le strategie aziendali seguono logiche precise e nessun sindaco, neppure il più illuminato, può modificare da solo queste dinamiche. Non bastano una strada pedonalizzata, qualche panchina nuova e un calendario di eventi per convincere un grande marchio a investire dove, almeno al momento, non ritiene conveniente farlo.

Bisogna convivere con questa realtà. Con la contingenza, appunto. Senza raccontarsi favole, ma anche senza rinunciare a provare a cambiare le cose.

La contingenza dice che nel fine settimana Isola Ventidue potrebbe funzionare, almeno in termini di presenze. La novità, la possibilità di passeggiare senza il traffico, il desiderio di vedere qualcosa di diverso possono rappresentare un richiamo. Ma il fine settimana non basta. Le vere sfide sono due.

La prima: come rendere attrattiva l’isola pedonale dal lunedì al giovedì, quando viene meno l’effetto della novità, le occasioni di svago diminuiscono e magari le condizioni climatiche non sono proprio clementi? Come evitare che Isola Ventidue diventi un luogo frequentato soltanto nelle serate degli eventi, lasciando il resto della settimana a fare i conti con il vuoto?

La seconda: come evitare che i nuovi varchi si trasformino in un ingorgo permanente, soprattutto considerando che, parallelamente alla pedonalizzazione, è cambiato anche il senso di marcia? Qui non servono slogan, ma organizzazione, controlli, monitoraggio e la disponibilità a correggere ciò che non funziona. Una pedonalizzazione deve migliorare la vivibilità del centro, non limitarsi a spostare il problema del traffico da una strada all’altra.

Ci vuole pazienza. E anche realismo. Perché non esistono pasti gratis e a Catanzaro ogni sfida sembra doppiamente difficile: per le condizioni di partenza, per le divisioni che accompagnano ogni scelta e per quella tendenza tutta locale a trasformare qualsiasi cambiamento in una battaglia di principio.

A rinforzare lo scetticismo ci pensano, puntualmente, i social network, dove le sentenze arrivano spesso prima dei fatti e le certezze vengono urlate con una sicurezza che non sempre coincide con la realtà sul campo. Ma una città non si governa attraverso i commenti su Facebook, così come non si può decretare il successo di una scelta urbanistica sulla base delle fotografie scattate durante una serata inaugurale.

Serviranno settimane, mesi, forse anni per capire se Isola Ventidue riuscirà a diventare qualcosa di più di una strada senza automobili. Serviranno dati sulle presenze, attenzione alle esigenze dei residenti e dei commercianti, servizi, iniziative e una visione che vada oltre i trecento metri appena restituiti ai pedoni.

Nel frattempo, una cosa è certa: finalmente si può camminare. E non è un risultato da disprezzare.

Nel bene e nel male, Isola Ventidue è una scelta che segna un prima e un dopo. Tornare indietro, adesso, sarebbe difficile. Ma il punto non è neppure questo. Il punto è dimostrare che il coraggio di cominciare può essere seguito dalla capacità di migliorare.

Perché pedonalizzare una strada è una decisione amministrativa. Far vivere una città, invece, è un lavoro molto più complicato. E a Catanzaro, come sempre, la vera partita comincia adesso.