
di EMANUELE CANNISTRÁ
Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale di Catanzaro ha inteso rendere omaggio a Cesare Mulé, già sindaco della città, dedicandogli la piazzetta antistante l’ingresso di Palazzo De Nobili. Oggi, alla presenza della vicesindaca Giusy Iemma, del presidente del Consiglio comunale, avvocato Bosco, e dell’assessore Prof. Bulotta, è stata scoperta la targa commemorativa. Un gesto che restituisce alla memoria cittadina il valore di una figura che ha dedicato la propria vita al servizio della comunità.
Ricordare Cesare Mulé significa ripercorrere una stagione di impegno civile, di intuizioni lungimiranti e di battaglie condotte con passione per Catanzaro e per l’intera Calabria. Ma significa anche ricordare un uomo che ha saputo mettere al centro della propria esistenza le persone più fragili, quelle che spesso non avevano voce e che necessitavano di sostegno. Lo faceva senza chiedere nulla in cambio, convinto che la solidarietà fosse innanzitutto un dovere morale e un modo concreto di dare senso alla propria vita.
Il suo impegno sociale si espresse attraverso numerose realtà associative che contribuì a creare, promuovere e animare, dal MCL all’ANIA, dal Consorzio Cooperative all’UNPLI, fino alla Pro Loco di Catanzaro. Esperienze diverse, accomunate dalla volontà di costruire comunità, favorire la partecipazione e offrire risposte ai bisogni delle persone.
Io ho avuto il privilegio di essergli accanto e di condividere con lui un lungo percorso. Giorno dopo giorno, anche senza rendermene conto, imparavo da lui: dal suo modo di affrontare le difficoltà, dalla sua tenacia e dalla sua convinzione che l’impegno pubblico dovesse tradursi in azioni concrete.
Tra i suoi meriti desidero ricordare con particolare orgoglio il ruolo di primo presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Un’istituzione che ha rappresentato e continua a rappresentare una straordinaria opportunità culturale e formativa per la città e per la Calabria. In quegli ambienti tanti giovani hanno potuto coltivare il proprio talento, formarsi e costruire percorsi professionali e artistici. Anche questa è una testimonianza della sua lungimiranza: investire nella cultura significava credere nei giovani e nel futuro della nostra terra.
Chi non lo conosceva a fondo poteva considerarlo un uomo burbero, talvolta persino scontroso. Aveva un carattere forte, non sempre facile, e non era certo incline a cercare il consenso a ogni costo. Ma chi gli era vicino sapeva riconoscere, dietro quei modi severi, un uomo buono, generoso e sensibile, capace di dare molto senza farlo pesare e senza attendersi riconoscenza. Bisognava conoscerlo davvero per comprendere quanto cuore si celasse dietro quella scorza.
Cesare Mulé amava profondamente Catanzaro e la Calabria. Il suo non era un amore fatto di parole, ma di idee, progetti e battaglie. Da uomo di cultura, scrittore e giornalista, sapeva guardare oltre il presente; da amministratore e uomo delle istituzioni, comprendeva quanto le scelte di oggi potessero incidere sul futuro di una comunità. Non si rassegnava all’idea di una Calabria destinata a rimanere indietro.
Ricordo con particolare affetto le discussioni e le battaglie sul porto di Catanzaro, alle quali partecipavamo con entusiasmo e convinzione. Al nostro fianco c’era spesso il mitico Ettore Biondi, dirigente del MCL, con il quale condividevamo idee, confronti e progetti per la città. Erano momenti talvolta accesi, ma sempre animati dalla certezza che Catanzaro meritasse nuove prospettive di sviluppo.
Lo stesso spirito guidava il suo impegno per la nascita e la crescita di strumenti di promozione territoriale, come l’Azienda Provinciale del Turismo. Mulé credeva nella necessità di dotare la Calabria di strutture capaci di valorizzarne le risorse, le potenzialità e le bellezze. Molte di quelle intuizioni hanno contribuito a costruire percorsi che ancora oggi conservano il loro significato.
Una delle testimonianze più importanti della sua visione è certamente l’impegno per la realizzazione dell’aeroporto di Lamezia Terme. Negli anni in cui si lavorava alla nascita di quella che sarebbe diventata un’infrastruttura strategica per la regione, Mulé fu protagonista dell’esperienza del CONSAER, il consorzio tra enti locali promotore dello scalo, del quale ricoprì la prima presidenza, assumendo successivamente anche la guida dell’aeroporto.
La sua capacità di dialogo, il coordinamento istituzionale e la determinazione contribuirono concretamente a sostenere un progetto destinato a cambiare il volto dei collegamenti della Calabria con il resto d’Italia e con il contesto internazionale.
Quando ripenso a quegli anni, alle discussioni e alle battaglie condivise, mi appare ancora più evidente il peso del suo contributo. L’aeroporto di Lamezia Terme è nato anche grazie alla sua visione e alla sua tenacia. Un’intuizione che ha lasciato un segno concreto nella storia della nostra regione.
Per questo ritengo che il cinquantesimo anniversario della fondazione dello scalo rappresenti un’occasione significativa per riconoscere a Cesare Mulé il merito che gli spetta. È stata avanzata al presidente della Regione Calabria la proposta di intitolargli un’area dell’aeroporto: un’iniziativa che considero giusta e doverosa nei confronti di un uomo che ha contribuito in maniera determinante alla nascita di quella stessa infrastruttura.
Intitolargli uno spazio aeroportuale significherebbe custodire la memoria di una figura che ha saputo guardare lontano e trasmettere alle nuove generazioni il valore della competenza, della passione e del senso delle istituzioni. Le grandi opere, infatti, non devono essere ricordate soltanto per ciò che rappresentano oggi, ma anche per le persone che hanno avuto il coraggio di immaginarle, sostenerle e renderle possibili.
Un’altra battaglia alla quale Mulé teneva particolarmente era quella per la Trasversale delle Serre. Già da consigliere provinciale si impegnava affinché quell’opera diventasse realtà, consapevole che collegare i territori significasse offrire opportunità alle comunità e favorire lo sviluppo. Oggi che la Trasversale è stata realizzata soltanto in parte, la sua intuizione appare ancora più attuale: le infrastrutture non sono semplicemente strade, ma strumenti di crescita, coesione e futuro.
Cesare Mulé è stato anche un uomo di grande spessore intellettuale. Giornalista, storico e saggista, ha lasciato numerosi contributi culturali e scientifici, testimonianza di una personalità ricca e poliedrica, il cui valore è attestato anche dalla presenza dei suoi scritti nelle principali biblioteche nazionali.
Ma, al di là degli incarichi ricoperti e delle opere alle quali ha contribuito, il ricordo che conservo è soprattutto quello dell’uomo. Di una persona con cui ho condiviso momenti importanti della mia vita e dalla quale ho ricevuto insegnamenti che considero ancora preziosi.
Ci ha insegnato che bisogna credere in ciò che si fa, non voltare le spalle a chi ha bisogno e non ridurre l’impegno sociale a una semplice parola da pronunciare nelle occasioni ufficiali. Ci ha insegnato, soprattutto, che bisogna esserci, metterci la faccia, dedicare tempo ed energie agli altri, anche quando non arrivano applausi o riconoscimenti.
Per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento all’Amministrazione comunale di Catanzaro e a quanti hanno voluto promuovere e realizzare questa significativa iniziativa. Aver dedicato a Cesare Mulé uno spazio così importante, proprio davanti alla sede del Comune che lo ha visto protagonista come sindaco e uomo delle istituzioni, significa riconoscere il valore del suo impegno e custodirne la memoria.
Un ringraziamento particolare va alla vicesindaca Giusy Iemma, al presidente del Consiglio comunale, avvocato Bosco, all’assessore al Prof. Bulotta e a tutti coloro che, con la loro presenza, hanno reso ancora più solenne e partecipata la scopertura della targa commemorativa.
La piazzetta di Palazzo De Nobili rappresenta oggi un segno concreto di riconoscenza della città verso uno dei suoi figli più illustri. L’auspicio è che questo gesto possa essere accompagnato da ulteriori iniziative di valorizzazione della sua memoria, a cominciare dalla proposta di intitolare a Cesare Mulé un’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione.
Sarebbe un tributo significativo a un uomo che ha saputo immaginare e costruire una Calabria più aperta, moderna e consapevole delle proprie potenzialità. Un atto di giustizia verso la storia della nostra terra e verso chi, con passione, competenza e lungimiranza, ha dedicato la propria vita al bene comune.
Il suo nome, oggi inciso su quella targa, non rappresenta soltanto il ricordo di un uomo, ma un invito a proseguire sulla strada dell’impegno, della solidarietà e della responsabilità verso la comunità. È questo, in fondo, il modo più autentico per onorare Cesare Mulé: continuare a credere, come lui, che il futuro della nostra terra si costruisca attraverso il lavoro, le idee e l’amore per la propria gente.
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