
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine ad una lunga battaglia giudiziaria durata quasi dieci anni, respingendo definitivamente il ricorso proposto da un Istituto di Credito e confermando le decisioni già emesse dai giudici di Catanzaro in favore di un consumatore assistito dagli avvocati Jole Le Pera e Giuseppina Frangipane.
Al centro della vicenda vi era il rimborso delle somme trattenute dalla banca dopo l’estinzione anticipata di un contratto di cessione del quinto. In particolare, il cliente chiedeva la restituzione di commissioni, costi accessori e premi assicurativi che, secondo la sua tesi, non avrebbero dovuto essere trattenuti una volta chiuso in anticipo il finanziamento.
La banca aveva negato il rimborso integrale, costringendo il consumatore ad avviare un contenzioso che si è protratto per anni fino all’intervento definitivo della Suprema Corte.
Con questa decisione, la Cassazione ha ribadito un principio considerato centrale nella tutela dei consumatori: quando un finanziamento viene estinto prima della scadenza, il cliente ha diritto alla riduzione di tutti i costi del credito, secondo i principi stabiliti dal diritto europeo e dalla nota sentenza “Lexitor” della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
La pronuncia assume particolare rilievo anche per il Foro di Catanzaro. I giudici catanzaresi, infatti, aderendo alla tesi difensiva, avevano adottato un orientamento favorevole ai consumatori già prima che questo si consolidasse a livello nazionale, riconoscendo il diritto al rimborso integrale dei costi non maturati e applicando il criterio del cosiddetto “pro rata temporis”, ritenuto più trasparente e vantaggioso per il cliente.
La Cassazione ha inoltre respinto la tesi sostenuta dalla banca, che proponeva un diverso sistema di calcolo basato sull’ammortamento degli interessi, considerato meno favorevole per il consumatore. È stata invece confermata la correttezza del criterio adottato dai giudici di merito di Catanzaro.
La decisione rappresenta ora un precedente importante per tutti quei cittadini che abbiano estinto anticipatamente prestiti, finanziamenti o cessioni del quinto senza ricevere il corretto rimborso delle somme accessorie trattenute dagli istituti di credito.
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