Chiaravalle, Foti: “La situazione di bilancio è molto grave”

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  05 settembre 2026 14:48

«I numeri confermano ciò che denunciavo: a Chiaravalle si rinvia, non si governa». È un giudizio durissimo quello espresso dal consigliere comunale di Chiaravalle Centrale Claudio Foti, esponente di “Radici e Futuro”, che torna a intervenire sulla situazione economico-finanziaria dell’ente mettendo in fila una serie di dati e contestazioni già al centro, negli ultimi anni, della sua attività politica e consiliare.

Foti parte dalle ragioni della propria presa di distanza dal precedente assetto amministrativo e rivendica la scelta compiuta negli anni scorsi.

«Per anni la mia scelta di prendere le distanze da un certo modo di amministrare è stata liquidata come dissenso personale, ambizione, persino ingratitudine. Oggi non servono più le mie parole: bastano gli atti, e gli atti dicono che quella scelta era l'unica possibile».

Al centro dell’intervento c’è innanzitutto il dato relativo al disavanzo tecnico.

«Ufficialmente noto è un 2.076.631,52 euro di disavanzo tecnico. Non un'opinione, un dato contabile. Ed è solo la punta di un impianto che, voce per voce, racconta sempre la stessa storia: quella di un bilancio costruito per reggere sulla carta, non sui fatti».

Il consigliere comunale concentra poi l’attenzione su uno specifico contenzioso, richiamando l’importo accantonato dall’ente rispetto alla successiva definizione giudiziaria della vicenda.

«Il caso più emblematico è quello di un contenzioso da 234.047,99 euro, oltre interessi e spese: classificato a rischio di soccombenza al 30% e accantonato per appena 70.214,10 euro. È arrivata la sentenza. Il Comune ha perso, il decreto ingiuntivo è stato confermato. Non è un incidente contabile: è la fotografia di un metodo che stima al ribasso ciò che sa già di dover pagare — nella speranza che il conto arrivi dopo le elezioni, dopo i mandati, dopo che qualcun altro sarà seduto in quella poltrona. Un metodo utile, tra l'altro, a contenere sulla carta un disavanzo che, se riconosciuto per intero, renderebbe più difficile continuare a distribuire contributi a pioggia».

Foti richiama quindi altri elementi che, a suo giudizio, compongono un quadro finanziario particolarmente delicato.

«A questo si aggiungono, secondo quanto reso pubblico: oltre 100.000 euro di pronti interventi mai dichiarati, per i quali la Giunta dovrà ora adottare il medesimo atto che ha consentito il riconoscimento di oltre 508.411 euro di debiti — situazione debitoria che quando la sollevai pubblicamente, fu liquidata dal sindaco come "qualche migliaio di euro" nel tentativo di ridimensionare la mia denuncia».

E aggiunge: «Sono stati gli atti approvati dalla stessa amministrazione a smentire quella versione. Ancora: circa 668.000 euro di debiti per energia e gas mai portati in bilancio; circa 1.046.776 euro di IVA trattenuta e non versata; circa 1.085.000 euro di cassa vincolata utilizzata senza alcuna motivazione nei documenti ufficiali e non reintegrata».

Secondo il consigliere, non si tratterebbe di singole criticità scollegate tra loro, ma di elementi che andrebbero letti all’interno di un quadro complessivo sul quale, ricorda Foti, è stata interessata anche la magistratura contabile.

«Non sono numeri isolati. Chi segue con me da anni il lavoro di verifica sui conti sa che il fondo rischi del contenzioso è stato più volte ricostruito con importi diversi e incoerenti tra loro — variazioni che appaiono funzionali a contenere un disavanzo la cui piena emersione avrebbe ristretto i margini di manovra politica. Su questi elementi è già stato investito chi ha il compito istituzionale di controllare: la Corte dei Conti».

Il passaggio politicamente più netto riguarda il precedente dissesto finanziario del Comune e il rischio, paventato da Foti, di riproporre modalità amministrative già viste in passato.

«Chiaravalle ha già pagato una volta il prezzo del dissesto. Chi oggi amministra sta riproponendo, con altri nomi e altre sigle, lo stesso modello che quel dissesto lo ha prodotto: rinviare invece di affrontare, nascondere invece di rendicontare, sperare che il tempo cancelli ciò che i numeri, prima o poi, riportano sempre a galla».

Foti rivendica quindi la propria posizione e ricorda di avere chiesto formalmente alla maggioranza una verifica approfondita delle condizioni finanziarie del Comune.

«Io non ho cambiato idea. Ho solo continuato a dire, da consigliere e prima ancora da amministratore, che i conti pubblici si aprono, non si amministrano a porte chiuse. Avevo chiesto formalmente all'attuale maggioranza di fermarsi e avviare una verifica contabile approfondita sulle reali condizioni economico-finanziarie dell'ente. La risposta è stata lo scherno: come se la poltrona e le indennità contassero più del bene pubblico. Chi allora mi accusava di infondatezza trova oggi le proprie accuse smentite dagli stessi atti che portano la sua firma».

La conclusione dell’intervento è un appello rivolto direttamente all’amministrazione comunale. «Chiaravalle merita la verità, non un'altra generazione di debiti scaricati su chi verrà dopo. Aprite i conti. Prima degli incarichi, prima delle promesse, prima delle passerelle».