Chiaravalle, il PD: "Il sindaco Donato fugge dal confronto"

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Il Circolo dem di Chiaravalle Centrale attacca dopo l’assemblea pubblica sui tributi: “Negata la parola a minoranza e cittadini”. Chiesto un consiglio comunale aperto e un confronto reale sulla riscossione coattiva.

  20 marzo 2026 19:27

“Negare la parola significa negare la democrazia” è quanto afferma il Circolo del Partito Democratico di Chiaravalle Centrale in una dura nota firmata dal segretario cittadino Nicola Papandrea. Nota diffusa dopo l’assemblea pubblica del 19 marzo a Palazzo Staglianò, convocata dall’amministrazione comunale per discutere della riscossione dei tributi e dell’affidamento in concessione ad Area Srl.

Di seguito il testo integrale del comunicato.

“Il Circolo del Partito Democratico di Chiaravalle Centrale esprime la più ferma condanna per quanto accaduto nella serata del 19 marzo 2026 presso Palazzo Staglianò, in occasione dell'assemblea pubblica convocata dal Sindaco Domenico Donato e dall'amministrazione comunale per discutere della riscossione dei tributi e dell'affidamento in concessione alla società esterna Area Srl” - si legge nella nota - “Da diverso tempo la minoranza consiliare chiede insistentemente un confronto pubblico e trasparente sulla questione della riscossione dei tributi e sull'affidamento in concessione alla società esterna Area Srl. Richieste legittime, formulate più volte, rimaste sistematicamente senza risposta. Fino alla convocazione dell'assemblea del 19 marzo, presentata dallo stesso Sindaco sui social network come momento di “confronto aperto”, di “trasparenza” e di “rispetto nel dibattito pubblico”. Parole che si sono rivelate vuote, tradite nei fatti” - prosegue il documento - “Quella che doveva essere l'occasione tanto attesa per un confronto democratico si è trasformata in una farsa istituzionale: hanno preso la parola esclusivamente il Sindaco, il segretario comunale e i responsabili degli uffici. Nessuno spazio è stato concesso ai consiglieri comunali di minoranza presenti in aula e pronti a intervenire punto per punto sulle criticità sollevate. Quando hanno chiesto di prendere la parola, la risposta del Sindaco è stata un secco, inequivocabile “no”” - prosegue il PD - “Ma non solo. Il Sindaco Donato ha negato la parola persino ai cittadini presenti, alcuni dei quali hanno abbandonato la sala amareggiati, dopo aver accolto l'invito pubblico a partecipare per “porre legittime domande” su una materia che riguarda direttamente le loro tasche e i loro diritti. Un tradimento delle aspettative, una sorta di inganno” - dichiara il PD - “Il Partito Democratico di Chiaravalle Centrale chiede: di cosa ha paura il Sindaco Donato? Perché rifiuta sistematicamente il confronto con la minoranza? Perché convoca un'assemblea pubblica e poi impedisce il dibattito? Perché promette trasparenza e poi impone il silenzio?” - prosegue la nota - “La risposta a questo punto è evidente: il Sindaco ha timore del confronto politico. Ha timore delle domande scomode. Ha timore di dover rispondere nel merito alle contestazioni sollevate dalla minoranza sulla gestione della riscossione coattiva. Ha timore di un dibattito vero, aperto, pubblico, in cui le sue scelte amministrative possano essere messe in discussione davanti ai cittadini” - si legge ancora - “Come noto, l'avviso di convocazione e la partecipazione effettiva alle assemblee indette in nome dell’Amministrazione Comunale costituiscono strumenti indispensabili per il corretto funzionamento degli organi rappresentativi, consentendo ai consiglieri e ai cittadini di contribuire in modo pieno e consapevole alle scelte fondamentali della vita dell'ente. Negare la parola significa negare la democrazia” - prosegue la nota - “La condotta del Sindaco Donato appare ancora più grave se si considera che la minoranza consiliare, presente in sala, è parte integrante dell'amministrazione comunale e ha il diritto-dovere di esercitare le proprie prerogative istituzionali, anche e soprattutto in sede di confronto pubblico su questioni di rilevante interesse collettivo come la riscossione coattiva dei tributi” - dichiara la Segreteria del Circolo PD - “Quello che abbiamo assistito è la dimostrazione plastica dell'incapacità del Sindaco Donato di reggere un confronto democratico. Più volte è stato chiesto un dibattito pubblico. Nessuna risposta. Quando finalmente l'assemblea è stata convocata, ci siamo presentati pronti a intervenire, a porre domande, a confutare nel merito le scelte dell'amministrazione. È stata negata la parola. Ai cittadini è stata negata la parola. Questo non è confronto, è chiaramente una fuga. Questo non è democrazia, è autoritarismo. Il Sindaco Donato ha dimostrato di non avere il coraggio politico di confrontarsi, preferendo rifugiarsi dietro il ruolo tecnico degli uffici e dietro il solito monologo” - conclude il PD - “Il Partito Democratico di Chiaravalle Centrale, su tale tematica, reitera al Sindaco Donato di convocare un consiglio comunale aperto, questa volta realmente allargato al confronto, in cui sia garantito il diritto di parola ai consiglieri di minoranza e ai cittadini, nel rispetto dei principi di partecipazione democratica sanciti dalla nostra Costituzione. La comunità di Chiaravalle Centrale merita risposte vere, non monologhi. Merita confronto, non propaganda. Merita democrazia, non silenzi imposti”.


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