
Il gruppo politico guidato dall'ingegnere Saverio Barbieri propone una strategia di sviluppo che punta su fondi per i borghi, comunità energetiche e cooperazione intercomunale. In preparazione un incontro con esperti e testimonianze di unioni già avviate
Mentre la stampa locale registra il possibile declassamento demografico di Chiaravalle Centrale, che già nel 2027 potrebbe scendere sotto la soglia dei 5.000 abitanti, l'Associazione Saturno, guidata dall'ingegnere Saverio Barbieri, capovolge la narrazione e trasforma quello che molti leggono come un segnale di arretramento in una piattaforma programmatica per il rilancio del territorio.
“Riteniamo che questa prospettiva rappresenti un'opportunità di rilancio e di rinnovamento per il territorio”, dichiarano dall'Associazione, che ha diffuso un documento articolato in cui si elencano, punto per punto, i vantaggi concreti legati allo status di piccolo comune.
Il primo capitolo riguarda il quadro normativo e fiscale. Rientrare nella fascia dei comuni sotto i 5.000 abitanti, secondo Saturno, significherebbe “accedere agli strumenti previsti dalla Legge 158/2017, che destina finanziamenti specifici alla riqualificazione dei centri storici, alla rigenerazione urbana, allo sviluppo del turismo sostenibile e al sostegno del commercio di vicinato”. A questo si aggiungono le agevolazioni fiscali per le nuove imprese — incentivi su tributi locali, credito d'imposta, sgravi contributivi — pensate per favorire l'insediamento di attività produttive nei piccoli centri, oltre alla priorità nei bandi per l'efficientamento energetico, la rigenerazione edilizia e le comunità energetiche rinnovabili.
C'è poi la questione identitaria, che l'Associazione considera tutt'altro che marginale. “La dimensione ridotta non è un limite, ma una leva di identità e promozione culturale”, si legge nel documento. Essere riconosciuti come “borgo” aprirebbe le porte ai bandi per la valorizzazione turistica e culturale, a partire dal Bando Borghi del PNRR: risorse destinate al recupero del patrimonio architettonico, alla promozione del turismo esperienziale e alla creazione di itinerari culturali, gastronomici e naturalistici. “In un contesto in cui cresce la domanda di turismo lento e autentico — prosegue l'Associazione — i piccoli comuni diventano custodi di valori ambientali, sociali e identitari irripetibili”.
Sul fronte della governance, Saturno guarda alla cooperazione intercomunale come leva strategica, ma sgombra subito il campo da possibili equivoci: “L'unione dei comuni non significa fusione né cancellazione della storia locale. Ogni comunità mantiene la propria identità, la propria amministrazione, le proprie radici. Ciò che cambia è la capacità di fare sistema, di far leva insieme su risorse che da soli sarebbe difficile intercettare”. La gestione associata dei servizi permetterebbe di ridurre i costi amministrativi, migliorare i servizi essenziali e presentare progetti integrati con maggiore peso competitivo nei bandi regionali, nazionali ed europei. In questa cornice, “Chiaravalle Centrale potrebbe porsi come polo aggregante del territorio circostante”, valorizzando il proprio ruolo storico e geografico nell'area delle Serre catanzaresi.
Dalle parole ai fatti: l'Associazione Saturno annuncia che è in fase di preparazione un incontro pubblico dedicato proprio al tema delle unioni comunali, con la partecipazione di rappresentanti di realtà già costituite sul territorio nazionale e di esperti del settore, che porteranno testimonianze dirette su risultati raggiunti e percorsi avviati. Un'occasione, nelle intenzioni degli organizzatori, per passare dalla teoria alla concretezza delle esperienze.
L'orizzonte più ambizioso è quello che l'Associazione definisce “un nuovo modello di sviluppo di prossimità”: spazi di coworking e smart working di comunità per attrarre giovani professionisti, progetti di rigenerazione culturale sostenuti dal terzo settore e dalle cooperative di comunità, iniziative di economia circolare locale per valorizzare le filiere agricole, artigianali e turistiche. “I piccoli comuni, con il supporto di strategie intelligenti e partecipate, possono diventare laboratori di innovazione territoriale”, sostiene Saturno.
Il messaggio di fondo è netto. “Il calo demografico non deve essere letto solo come un segnale di perdita, ma come un momento di riflessione e di rilancio strategico”, conclude l'Associazione. “La cosiddetta piccola dimensione può e deve trasformarsi in vantaggio competitivo: più flessibilità, più identità, più comunità. Il futuro dell'Italia passa anche da qui: dai suoi borghi, dalle città di prossimità, dai luoghi dove ogni persona conta”.
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