
Non una conferenza, non un comizio. Ma un atto pubblico di ascolto. Sabato 7 febbraio, a Chiaravalle Centrale, i riflettori si accenderanno su uno dei nervi più scoperti della vita amministrativa: la gestione dei tributi comunali. A promuovere l’incontro sono i consiglieri comunali Claudio Foti e Vito Maida, insieme al movimento La Panchina e all’associazione Saturno, che chiamano cittadini e imprese a un confronto aperto su trasparenza, legalità e impatto sociale delle procedure di riscossione.
Il titolo scelto — Il dovere della trasparenza, il diritto all’ascolto — è già una dichiarazione di intenti. L’iniziativa nasce, spiegano gli organizzatori, dalla necessità di rompere il silenzio che avvolge flussi finanziari, affidamenti esterni e atti amministrativi non facilmente accessibili, mentre sul territorio si moltiplicano sanzioni, fermi amministrativi e pignoramenti che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone.
Il cuore del dibattito ruota attorno a nodi ancora irrisolti: la tracciabilità dei pagamenti effettuati dal Comune a una società esterna senza una chiara pubblicazione degli atti; percentuali di incasso che, secondo le contestazioni, supererebbero quanto stabilito dal Consiglio comunale; dubbi sulla regolarità delle procedure di affidamento e sulla validità degli atti successivi qualora l’origine fosse viziata. Questioni tecniche, certo, ma con conseguenze concrete: stipendi falcidiati, mezzi sottoposti a fermo, famiglie e attività economiche messe in difficoltà.
Non manca una riflessione politica più ampia. Il silenzio amministrativo, sostengono i promotori, non è neutro: è una scelta. E quando l’ente pubblico non comunica, non informa e non risponde, il diritto di accesso e la fiducia istituzionale si indeboliscono. Da qui l’invito a trasformare l’incontro in una azione collettiva consapevole, dove le esperienze individuali diventino patrimonio comune e base per pretendere risposte documentate.
“Non esiste legalità senza una vera casa di vetro” è uno dei messaggi chiave del manifesto. Un richiamo che ribadisce un principio antico quanto il buon governo: il cittadino non è un numero, ma il cuore della comunità. L’appuntamento è fissato per sabato 7 febbraio alle ore 16.30, a Palazzo Staglianò, a Chiaravalle Centrale. Un pomeriggio che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole segnare il passaggio dall’informazione all’ascolto, e dall’ascolto alla responsabilità pubblica.
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