
"Non esiste legalità senza il rispetto delle procedure, dei ruoli e delle norme: Il Consigliere Foti grida e chiede democrazia ma troppo spesso due velocità. Le norme sono necessarie ma solo quando si piegano ai suoi infimi intenti.
Interpretazioni distorte, affermazioni speculative, denunce di vulnus democratici, applicazioni delle procedure con puro intento ostruzionistico con il solo risultato di mettere in difficoltà il Paese e i cittadini (non certo la maggioranza): Una sceneggiatura che ormai il Foti conosce bene. Un mediocre avanspettacolo del Foti, che dura da più di due anni, durante il quale quest’ultimo non ha esercitato la democrazia, ma bensì l’eversione e il libertinaggio, con lo scopo di colpire a morte, per meri intenti personali, le persone e le loro idee. Mal Costume tipico del teatrale Foti che finalmente ha avuto il giusto epilogo nel Consiglio Comunale dell’11 Giugno 2026. Difatti, al richiamo della necessità di rispettare le norme sul funzionamento del Consiglio Comunale, al solo fine di tutelare la funzionalità e l’istituzionalità dell’organo, il consigliere comunale scappa a gambe levate, minacciando con veemenza azioni e ripercussioni, nonché melodrammatiche note stampe di denuncia.
Eppure la democrazia non è mai a senso unico, né tanto meno consiste nel poter dire tutto come e quando lo si vuole, disconoscendo legittimità di modi, tempi e luoghi. Questo è sciacallaggio, pretestuosità, sopraffazione e arroganza, con il solo fine ultimo di portare il dibattito al punto di rottura, trascinano nel profondo della bagarre i competitor politici per poi tacciarli di incompetenza e codardia.
Il Foti cerca da diverso tempo di mettere a rischio la dignità Istituzionale del Consiglio Comunale di Chiaravalle C. le, al fine di buttare fango sulla maggioranza che lo presiede. Tutto ciò lo fa e lo sta facendo con la continua ricerca della provocazione, dell’alzamento dei toni, dell’esasperazione dei tempi, finanché con la derisione dei funzionari, trincerandosi sempre dietro diritti, norme e potestà ma disconoscendo le stesse quando queste non gli aggradano.
Il regolamento comunale parla chiaro: i tempi devono essere ben scanditi, un massimo di 20 minuti a consigliere comunale per ogni punto all’ordine del giorno e non certo la possibilità di trasformare un’assise pubblica in ridicolo proscenio sine die.
Il contingentamento dei tempi di svolgimento del Consiglio Comunale è indefettibile al fine di garantire che tutti e 12 i consiglieri possano attivamente partecipare alla creazione di un dibattito ordinato e rispettoso dei ruoli e delle persone. È vero, raramente a Chiaravalle si è in passato rinvenuta la necessità di richiamare le norme regolamentari - tanto è vero che qualche consigliere di minoranza perfino disconosceva la norma- ma tutto ciò perché finora non c’è mai stato bisogno di fermare la strumentalizzazione e l’ostruzionismo. Tutto ciò perché finora i consigli comunali “fiume”, sebbene anche quelli non in linea con i regolamenti, erano utilizzati per costruire e non per distruggere. Sebbene in passato si siano tradite le modalità di tenuta dell’assise, è sempre rimasto fermo il rispetto del fine ultimo della stessa, ovverosia la creazione di un momento di alta forma di democrazia dell’Ente locale e per L’ente Locale. Quando però si apre la porta alla deriva democratica e questa porta all’ abuso delle posizioni, le norme tornano di necessaria applicazione, per ricordare a tutti che la legalità non può essere un vessillo da sventolare quando ci fa comodo e da riporre quando non ci piace più.
Il Consigliere Foti non solo ha avuto la possibilità di svolgere il ruolo di minoranza in Consiglio, ma addirittura anche di usarne e abusarne, esasperando quelle che sono le sue prerogative; ma appena Il Presidente del Consiglio Comunale, nonché Sindaco della Città, glielo ho fatto presente (come era suo dovere farlo), ha gridato allo scandalo, alla paura, all’intimidazione, all’ingiustizia.
Ricordiamo a noi stessi che il diritto è tale solo se utilizzato nei modi e tempi legittimi, pertanto la democrazia protegge l’interesse collettivo solo sé non è deriva o abuso.
Quando si violano i doveri di correttezza, quando si mettono in atto azioni in modo massiccio, pretestuoso o intimidatorio per bloccare gli uffici, quando si scredita l'operato della Giunta, dei dirigenti o dei dipendenti tramite accuse infondate, diffamatorie o minacciose non tutelate dal legittimo diritto di critica politica, lì si trasforma l’assise in guerriglia urbana e la dialettica democratica si spegne in favore della rappresaglia vile e personale.
L’unica verità tangibile è che Il Consigliere Foti partecipa ai consigli comunali con il chiaro intento di distrarre i cittadini con accese e spettacolari querelle, in modo che gli stessi non si accorgano dell’infondatezza delle sue allusioni. Nell’ultimo consiglio comunale, rimasto solo tra i banchi dalla minoranza, l’intento speculativo e sleale era chiaro, ma la legittima applicazione delle norme democratiche a lui tanto care non gliel’hanno permesso, perché la democrazia è prima di tutto ordine e chiarezza".
È quanto afferma, in una nota, la maggioranza in Consiglio Comunale.
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