Chiaravalle, Radici e Ali: “La Prefettura adesso deve intervenire”

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Il movimento civico: “A un consigliere è stato impedito di parlare e di allegare le proprie osservazioni agli atti, ed è stata minacciata la forza pubblica a scopo intimidatorio. Non è un episodio isolato, ma l'esito di mesi di violazioni del TUEL. Si dimostri che non può esistere impunità”

  14 giugno 2026 13:30

Dopo lo scontro acceso sul Consiglio comunale dell'11 giugno, dedicato al rendiconto di gestione 2025, il movimento civico "Radici e Ali" si rivolge formalmente alla Prefettura di Catanzaro, chiedendo l'intervento del Prefetto. Per il gruppo guidato dal capogruppo consiliare Claudio Foti, “quanto accaduto in aula non può essere derubricato a una questione di regolamenti, né tantomeno passare sotto silenzio come se non fosse accaduto nulla”.

“Quello che si è consumato nell'ultima seduta è un fatto di una gravità inaudita, che con i regolamenti non ha niente a che vedere”, sostiene il movimento. “Qui non è in discussione il rispetto dei tempi di un intervento: sono stati feriti principi che appartengono alla Costituzione italiana, prima ancora che a un regolamento comunale”.

Tre, secondo "Radici e Ali", i fatti che impongono un intervento esterno. “A un consigliere comunale è stato impedito di esporre a voce il proprio pensiero; gli è stato impedito di allegare agli atti un documento con le proprie considerazioni, cancellandone così ogni traccia; ed è stata persino minacciata la presenza della forza pubblica, a mero scopo intimidatorio, in assenza di qualsiasi turbativa che potesse giustificarla. I Carabinieri, non a caso, non sono intervenuti: perché non vi erano i presupposti. Resta però il messaggio che si è voluto mandare”.

Il movimento collega l'episodio a un quadro che definisce ben più ampio. “Non si tratta di un caso isolato”, denuncia "Radici e Ali". “È l'ultimo atto di mesi di continue violazioni del Testo unico degli enti locali da parte della maggioranza: dal rifiuto di convocare i consigli comunali fino alla sistematica compressione delle prerogative della minoranza. È una linea di condotta, non un incidente di percorso. Ed è esattamente per questo che la vicenda non può essere lasciata alla sola dialettica tra le parti”

Di qui l'appello diretto all'autorità statale sul territorio. “Di fronte a fatti di questa natura, la Prefettura di Catanzaro deve necessariamente intervenire. Lo chiediamo a tutela di un principio che vale per chiunque sieda in quei banchi, oggi all'opposizione e domani in maggioranza: il diritto-dovere del consigliere di controllare e di lasciare traccia del proprio operato. Si accerti ciò che è accaduto e si dimostri, con i fatti, che non può esservi impunità”.

 


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