Chiaravalle, Radici e Futuro: "Tra spopolamento e debiti, due emergenze"

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  14 agosto 2026 15:52

Spopolamento e debiti”. Sono le due grandi emergenze sulle quali la coalizione civica “Radici e Futuro” ha deciso di puntare l'indice, “mettendo in fila” numeri e interrogativi che riguardano direttamente il futuro di Chiaravalle Centrale.

La prima fotografia è quella demografica. Ed è forse la più immediata, perché racconta un processo lento ma costante che rischia di modificare profondamente il peso e l'identità stessa della città. Dal 2016 al 2026 la popolazione residente sarebbe diminuita del 10,4 per cento, secondo i dati rilanciati dalla coalizione: oltre un abitante su dieci perso nell'arco di appena un decennio.

Un vero e proprio esodo che porta Chiaravalle a ridimensionarsi progressivamente fino ad assumere sempre più le caratteristiche numeriche di un piccolo comune. La prospettiva “critica” indicata da Radici e Futuro è quella di arrivare alle elezioni comunali del 2027 sotto la soglia dei 5mila abitanti, un dato assunto dalla coalizione come simbolo di un declino che non può più essere considerato fisiologico o marginale.

Ma il quadro demografico si intreccia con quello, altrettanto pesante, dei conti pubblici.

Chiaravalle ha già conosciuto il dissesto finanziario. La massa passiva ricostruita e approvata dall'Organo straordinario di liquidazione nel 2016 ammontava, secondo i dati richiamati da Radici e Futuro, a 9,1 milioni di euro. Una fase lunga e complessa, segnata dalla gestione straordinaria del debito e da margini finanziari inevitabilmente compressi.

La domanda politica posta oggi dalla coalizione riguarda soprattutto ciò che è accaduto dopo.

Appena conclusa la lunga stagione del dissesto, sostiene infatti Radici e Futuro, i problemi finanziari sarebbero già tornati ad affacciarsi con forza. Nel bilancio 2026-2028 il disavanzo dichiarato viene quantificato in circa 2 milioni di euro. Ma, secondo quanto sostiene l'opposizione, a questa cifra bisognerebbe aggiungere almeno un ulteriore milione di passività o criticità finanziarie non ancora pienamente emerse, definite politicamente come debito “sommerso”.

È su questo passaggio che il confronto assume un peso particolarmente delicato: dopo aver attraversato un dissesto da oltre nove milioni di euro, Chiaravalle rischierebbe infatti, secondo la lettura dell'area civica, di ritrovarsi nuovamente alle prese con uno squilibrio strutturale dei conti senza che nel frattempo sia stata costruita una prospettiva capace di invertire la tendenza.

Che fare, dunque? Per Radici e Futuro la risposta non può limitarsi all'amministrazione dell'esistente. La coalizione richiama apertamente la necessità di una discontinuità politica e amministrativa, fondata su programmazione, visione e capacità di individuare obiettivi verificabili.

Il punto, nella lettura proposta, è uscire dalla logica della quotidianità e dell'emergenza continua: non limitarsi a rincorrere problemi, scadenze e necessità contingenti, ma costruire politiche realmente innovative sul lavoro, sui servizi, sull'attrattività territoriale, sulle opportunità per i giovani, sulla rigenerazione urbana e sulla capacità di riportare investimenti e famiglie nella città.

Perché spopolamento e crisi finanziaria, in questa prospettiva, non rappresentano due fenomeni separati. Un territorio che perde popolazione riduce progressivamente anche la propria base economica e sociale; allo stesso tempo, un Comune finanziariamente fragile dispone di meno strumenti per investire in quelle politiche che potrebbero contrastare l'abbandono.

È proprio su questo circolo vizioso che Radici e Futuro intende costruire una parte significativa della propria proposta politica.

La sfida verso le elezioni comunali del 2027 è dunque già aperta. E la coalizione civica definisce con chiarezza anche il proprio posizionamento: non una semplice presenza nel dibattito cittadino, ma una proposta dichiaratamente alternativa e contrapposta all'attuale maggioranza guidata dal sindaco Domenico Donato.

Da qui ai prossimi mesi il confronto sarà inevitabilmente sui programmi, sulle responsabilità e soprattutto sulle soluzioni. Ma Radici e Futuro prova già a fissare il terreno della discussione: se Chiaravalle continua a perdere abitanti e torna contemporaneamente ad accumulare squilibri finanziari, amministrare l'ordinario non può più bastare. La vera questione diventa quale città si intenda lasciare dopo il 2027 — e se esista ancora il tempo politico per invertire la rotta.