
"Il 29 luglio 2025 venivano aggiudicati i lavori di “messa in sicurezza della viabilità comunale” per un appalto da quasi 2 milioni di euro finanziato tramite mutuo sulle spalle della collettività chiaravallese. L’8 settembre 2025 veniva annunciata la consegna dei lavori e l’avvio del cantiere. Il 9 dicembre 2025 veniva addirittura approvato il primo SAL. Oggi siamo a maggio 2026. E la realtà che i cittadini vivono ogni giorno è fatta ancora di buche, avvallamenti, tratti dissestati, strade fresate e lasciate “grattate” per mesi senza alcun completamento delle opere". Lo scrive il capogruppo di Chi. Ce, Antonio Rauti.

"Nel frattempo pioggia, traffico e tempo stanno deteriorando ulteriormente le sedi stradali, mentre automobilisti e famiglie continuano a pagare danni ai mezzi, pneumatici distrutti e disagi ormai quotidiani. Ai primi di febbraio 2026, come Gruppo Consiliare CHI.CE., abbiamo formalmente richiesto — ai sensi dell’art. 43 del TUEL — un sopralluogo congiunto alla presenza del Sindaco, dell’Assessore ai Lavori Pubblici, del RUP, della Direzione Lavori, della ditta incaricata e dei Capigruppo consiliari.Una richiesta istituzionale, semplice e trasparente: verificare direttamente lo stato delle opere e capire quali soluzioni concrete si intendano adottare. Ad oggi, però, non è successo nulla. Nessun sopralluogo.
Nessuna convocazione. Nessuna spiegazione pubblica. Nessuna soluzione annunciata.Dopo mesi di lavori, annunci e passerelle, Chiaravalle continua ad avere strade identiche — se non peggiori — rispetto all’ultimo inverno.E mentre i cittadini continuano a fare lo slalom tra crateri e rattoppi, dall’Amministrazione continua ad arrivare soltanto silenzio. La verità è che il tempo trascorso non ha prodotto alcun risultato concreto. E quando si evita perfino un confronto pubblico sullo stato reale dei lavori, il problema smette di essere soltanto tecnico e diventa inevitabilmente politico".
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