Chiaravalle, rottamazione: Foti e Maida predispongono nuovi atti per la Guardia di Finanza

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Il Municipio di Chiaravalle centrale

Foti e Maida: “Dalla delibera cancellato il dibattito sull'illegittimità”

  02 aprile 2026 15:57

Nuovi documenti alla Guardia di Finanza e richiesta formale di rettifica della delibera consiliare. È il doppio affondo dei consiglieri comunali di opposizione Claudio Foti e Vito Maida all'indomani della pubblicazione della delibera con cui il Consiglio comunale di Chiaravalle Centrale ha approvato, il 31 marzo scorso, il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali.

Secondo i due consiglieri, “il testo pubblicato non restituisce fedelmente quanto accaduto in aula”. “La delibera taglia molte parti del confronto politico”, denunciano. “Tutta la discussione sull'illegittimità dell'affidamento, sui rischi, sui danni - dove la maggioranza è stata smentita - non risulta in atti. Nessun riferimento. È un fatto gravissimo”.

La delibera “monca”: cosa manca dal verbale

Al centro della contestazione c'è la ricostruzione del dibattito consiliare. Foti e Maida avevano depositato agli atti un documento articolato che contestava punto per punto la legittimità dell'affidamento alla società concessionaria Area Srl e l'ampliamento delle sue funzioni alla gestione della rottamazione. Quel documento - sostengono - è stato allegato alla delibera, “ma il confronto che ha preceduto e che ne è seguito in aula è stato in gran parte omesso dalla verbalizzazione”.

In particolare, “non risulterebbero trascritti i passaggi in cui la maggioranza, incalzata dall'opposizione, avrebbe di fatto confermato la qualificazione di Area Srl come concessionario del servizio, contraddicendo quanto sostenuto pubblicamente appena dieci giorni prima — e cioè che si trattasse di un semplice appalto di servizi”. “Nel momento in cui ometti e sopprimi i contenuti della discussione - attaccano Foti e Maida - stai confermando che quei contenuti erano scomodi. Una maggioranza che trasferisce all'esterno informazioni a propria convenienza non tutela i cittadini: tutela sé stessa”.

I consiglieri annunciano che chiederanno “la registrazione ufficiale integrale della seduta e presenteranno formale richiesta di rettifica e integrazione del verbale del Consiglio comunale”.

La memoria integrativa alla GdF

Ma il fronte più rilevante resta quello degli organi di controllo. Foti e Maida stanno predisponendo “una memoria integrativa da trasmettere alla Guardia di Finanza, che si aggiunge all'esposto già presentato nelle settimane scorse e il cui fascicolo - come confermato pubblicamente dallo stesso responsabile del settore finanziario del Comune - risulta aperto”.

La nuova documentazione, spiegano i due consiglieri, riguarderà” sia la questione dell'attività aggiuntiva affidata alla concessionaria per la gestione dell'istituto della rottamazione — che l'opposizione ritiene una modifica contrattuale non consentita senza gara pubblica — sia il contenuto stesso della delibera approvata”, con le omissioni che i due denunciano.

Cosa è stato proposto e cosa è stato respinto

A rendere evidente la distanza tra le posizioni, i consiglieri di opposizione hanno diffuso un prospetto riepilogativo che mette a confronto, voce per voce, le previsioni del regolamento approvato dalla maggioranza e le proposte avanzate dalla minoranza. Il quadro che ne emerge è netto.

L'opposizione aveva chiesto la chiusura del rapporto con il concessionario e la gestione diretta della fase transitoria da parte del Comune, in attesa dell'ingresso del soggetto pubblico AMCO previsto dalla normativa nazionale. Respinta. Aveva proposto che a carico del contribuente restassero soltanto due voci — il capitale dovuto e le spese di notifica documentate — escludendo qualsiasi aggio, spesa forfettaria o interesse. Respinta. Aveva chiesto di spostare il termine di adesione dal 30 aprile al 30 giugno 2026, per rispettare i sessanta giorni minimi previsti dalla legge e dare ai cittadini il tempo necessario per aderire in modo informato. Respinta. Aveva proposto una clausola di salvaguardia per i contribuenti che avessero già versato somme eccedenti il dovuto — con aggio superiore a quello deliberato dal Consiglio, spese forfettarie non previste, maggiorazioni ingiustificate — prevedendo un conguaglio o la compensazione del credito. Respinta. Aveva chiesto il ricalcolo integrale dei piani di pagamento in essere, ripartendo dall'importo capitale originario ed eliminando sanzioni, interessi e voci indebite. Respinta.

L'unica proposta accolta, e solo parzialmente, riguarda la soglia per il pagamento rateale: la minoranza chiedeva di abbassarla a 500 euro, la maggioranza l'ha fissata a 250 euro.

Scadenza al 30 aprile: il confronto con Siracusa

Resta irrisolta la questione del termine di adesione. L'opposizione insiste sul fatto che il 30 aprile 2026, a fronte di un regolamento approvato appena il 31 marzo, non garantisca il rispetto dei sessanta giorni previsti dalla norma statale. “Chi fissa una scadenza impossibile non vuole aiutarti”, sintetizzano Foti e Maida.

Un confronto con quanto accade altrove rafforza l'argomento: il Comune di Siracusa, che ha approvato la rottamazione quinquies all'unanimità, ha fissato al 30 giugno 2026 il termine per la presentazione delle istanze, con possibilità di rateizzazione fino a 84 rate da un minimo di 50 euro. Esattamente la direzione indicata dall'opposizione chiaravallese.

Il regolamento, secondo l'opposizione: “Più comodo per chi riscuote, più duro per chi paga”

“Abbiamo chiesto equità. Ci hanno risposto: non si può”, è la sintesi di Foti e Maida. “Si poteva. Non si è voluto”. I due consiglieri riassumono così lo stato della vicenda: “un regolamento che amplia le funzioni di una concessionaria il cui incarico è oggetto di indagine, che non chiarisce i costi aggiuntivi per il Comune e per i contribuenti, che comprime i tempi di adesione e che non tutela chi ha già pagato somme in eccesso. E ora, una delibera che non riporta fedelmente nemmeno le critiche sollevate in Consiglio”.

 


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