Chiaravalle, Scuola di via Martelli: chiesta la convocazione urgente del Consiglio

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Foti e Maida: “Basta comunicati, il Sindaco riferisca pubblicamente su criticità, controlli e responsabilità”

  09 febbraio 2026 14:19

La richiesta è netta e politicamente fondata: “Convocare il Consiglio comunale e affrontare pubblicamente la vicenda del plesso scolastico di via Martelli. È questo il cuore dell’interrogazione urgente presentata dai consiglieri comunali di minoranza di Chiaravalle, Claudio Foti e Vito Maida, che chiedono al Sindaco di “riferire formalmente in aula sulle condizioni dell’edificio, sugli esiti delle verifiche tecniche e sanitarie e sulle responsabilità amministrative e professionali connesse ai lavori”.

Una presa di posizione che nasce dalla convinzione che la questione non sia più confinabile negli uffici comunali né gestibile attraverso comunicati o dichiarazioni sui social. “La scuola di via Martelli – frequentata quotidianamente da bambini, personale scolastico e famiglie – è ormai al centro di un dibattito pubblico segnato da preoccupazione, interrogativi irrisolti e carenza di informazioni ufficiali” scrivono.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, già all’inizio dell’anno scolastico sarebbero emerse “criticità tali da rendere necessari interventi urgenti e provvisori, incompatibili – sostengono i consiglieri – con l’idea di una struttura pienamente sicura e funzionale”. A ciò si aggiungono segnalazioni mai chiarite sulla “presenza di acqua in alcuni ambienti, sul rigonfiamento della pavimentazione e su distacchi o potenziali cedimenti del controsoffitto.

Particolarmente delicata la questione delle ispezioni sanitarie e tecniche: risulterebbe infatti un controllo da parte degli uffici dell’Azienda sanitaria, “i cui esiti non sono mai stati comunicati né al Consiglio comunale né alla cittadinanza. Un silenzio che, per Foti e Maida, ha contribuito ad alimentare “sfiducia e allarme”.

Da qui la richiesta di un passaggio istituzionale chiaro: il Sindaco deve relazionare in Consiglio, chiarendo quali verifiche siano state effettuate, da chi, con quali risultati e sulla base di quali atti. Anche perché, ricordano i consiglieri, è stato lo stesso primo cittadino – con un comunicato diffuso l’8 febbraio – a “richiamare in causa Direttore dei lavori, ditta esecutrice e RUP, parlando di competenze tecniche e responsabilità dirette”.

“Se esistono responsabilità – sostengono Foti e Maida – è doveroso che vengano esplicitate in sede istituzionale, indicando atti, firme, certificazioni e controlli effettuati”. Per questo l’interrogazione chiede l’esibizione di verbali di sopralluogo, comunicazioni ufficiali, note PEC e certificazioni, oltre a chiarire se le problematiche siano riconducibili a difetti progettuali, esecutivi o manutentivi.

L’appello finale è politico ma anche civico: superare la logica dei comunicati e aprire una fase di confronto pubblico, documentato, coinvolgendo l’intero Consiglio comunale e la comunità scolastica. L’obiettivo dichiarato non è lo scontro, ma la trasparenza. Perché, quando si parla di scuole, la chiarezza – sottolineano i consiglieri – non è un’opzione, ma un dovere istituzionale.


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