Chiaravalle, si torna in aula: spunta un altro debito fuori bilancio

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Chiaravalle, si torna in aula: spunta un altro debito fuori bilancio


  25 marzo 2026 19:26

Convocato il Consiglio comunale per il 31 marzo. Nell’ordine del giorno compare il riconoscimento di un debito fuori bilancio, "mentre non c’è traccia del bilancio di previsione proprio nel giorno della scadenza fissata per i Comuni calabresi. Si torna in aula a Chiaravalle Centrale, ma il punto che pesa di più è l’ultimo: il riconoscimento di un debito fuori bilancio. Ed è inevitabile che, nel pieno di un confronto già acceso sulla tenuta dei conti comunali, la scelta di portare in Consiglio proprio un nuovo debito finisca per rinfocolare tensioni e polemiche".

La seduta ordinaria del Consiglio comunale è stata convocata per il 31 marzo 2026 alle ore 10 nella sede comunale, con seconda convocazione fissata per il 1° aprile alle ore 11. "A colpire, però, non è soltanto la presenza del debito fuori bilancio fra i punti da trattare, ma anche un’altra assenza: quella del bilancio di previsione 2026-2028, che non compare nell’ordine del giorno della seduta. Eppure, per i Comuni della Calabria, il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2026-2028 è stato ulteriormente differito proprio al 31 marzo 2026 dal Ministero dell’Interno con decreto del 26 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 marzo".

 È questo il dato politico e amministrativo che pesa di più: nello stesso giorno in cui scade il termine prorogato per approvare il documento finanziario più importante dell’ente, la convocazione del Consiglio non prevede il bilancio ma inserisce invece un punto delicatissimo come il riconoscimento di un debito fuori bilancio. Un elemento che, da solo, basta a rilanciare interrogativi e a dare nuova benzina a un dibattito che nelle ultime settimane si è già fatto particolarmente duro .

L’ordine del giorno contiene sei punti. Si parte con l’approvazione dei verbali della seduta precedente, poi si passa all’approvazione delle aliquote IMU per l’anno 2026 e alla conferma dell’addizionale comunale IRPEF per il 2026. Segue la verifica della quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, da cedere in proprietà o in diritto di superficie, con la relativa determinazione dei prezzi di cessione. C’è poi l’approvazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali. Infine, appunto, il riconoscimento del debito fuori bilancio.

 Ed è proprio quest’ultimo punto a trasformare una convocazione ordinaria in un passaggio politicamente molto più pesante di quanto appaia sulla carta. Perché quando i conti pubblici sono già al centro dello scontro, ogni nuovo debito da riconoscere diventa inevitabilmente un fatto politico, oltre che contabile. E l’assenza del bilancio, nel giorno stesso della scadenza, rende il quadro ancora più delicato.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.