
Quelli appena trascorsi sono stati giorni duri per le nostre città e per i nostri territori. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le immagini delle mareggiate e dei lungomari danneggiati, così come le famiglie evacuate o temporaneamente isolate. Durante i momenti più difficili ho sentito Sindaci e amministratori per verificare l’evoluzione della situazione e per esprimere la mia vicinanza alle loro comunità. Per fortuna non si sono registrate vittime, e questo rende ancora più doveroso il plauso a chi ha lavorato senza sosta, Protezione civile, Vigili del fuoco, forze dell’ordine, Prefetture, amministratori locali e associazioni di volontariato.
E’ già cominciata la triste, ma necessaria, conta dei danni, che appaiono molto ingenti, per pianificare nel minor tempo possibile la ricostruzione. E’ doveroso agire in maniera veloce e concreta perché sono tanti i Comuni a vocazione turistica che sono stati colpiti e che necessitano di aiuti immediati per non perdere la stagione. La politica regionale e nazionale deve far sentire la sua presenza dando garanzie immediate a comuni, cittadini e imprenditori. Occorre dare ossigeno a famiglie e imprenditori che si troveranno di fronte a grandi sacrifici sospendendo gli obblighi fiscali per le famiglie e le attività commerciali messe in ginocchio dal maltempo e procedendo parallelamente allo stanziamento di fondi per “ristorare” chi ha subito delle perdite.
Ma reagire e rispondere agli eventi non basta, occorre concentrarsi sulla prevenzione. L’erosione costiera è una crisi che si trascina da anni, che richiede un impegno continuo, non interventi a singhiozzo che non risolvono il problema. Ho accolto con favore le dichiarazioni della maggioranza riguardo l’avvio delle interlocuzioni con gli Enti locali sull’aggiornamento del Masterplan regionale di difesa costiera. Ma alle parole mi auguro che seguano presto atti concreti. Ci sono ancora territori che da diversi anni attendono un intervento, come Nocera Terinese e Cirò Marina. Questi ritardi non possono essere più ammessi. Dopo i fatti recenti non è più possibile rimandare, mettendo sotto i riflettori l’intero litorale calabrese. Strumenti e fondi esistono, ora vanno trasformati in cantieri, con scadenze pubbliche e verificabili. È qui che serve il salto di qualità, attraverso un cronoprogramma chiaro per progettazioni, autorizzazioni, gare e avvio dei lavori. Non possiamo più farci trovare più impreparati, se i fondi restano sulla carta, “il mare se li porta via”.
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