
«Il ciclone Harry, che ha colpito duramente l’area jonica, in particolare il Catanzarese e il basso Reggino - dal quartiere marinaro di Catanzaro a Simeri Crichi, da Squillace a Davoli fino a Montepaone e Sellia Marina, solo per citare qualche esempio – ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità e, soprattutto, tante piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’ossatura economica e sociale di questi territori».
Lo afferma Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, intervenendo sulla grave emergenza che sta interessando vaste aree della Calabria e rinnovando la vicinanza alle comunità che sono state seriamente danneggiate dal maltempo della scorsa settimana.
«I danni sono enormi. I 300 milioni di euro stimati dal presidente Occhiuto rappresentano una prima valutazione, necessaria per avviare la ricostruzione. Ma i 33 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per la Calabria, dei cento milioni complessivi messi a disposizione, con tutta probabilità non saranno sufficienti. Devono ancora arrivare, infatti, le relazioni definitive dei Comuni e, soprattutto, delle Province. Il sistema viario provinciale, in particolare quello della provincia di Catanzaro, è oggi in condizioni drammatiche: non c’è una sola strada nelle aree interne, in particolare, che possa essere considerata davvero sicura e pienamente percorribile».
Secondo Bruno, l’emergenza attuale affonda le radici in criticità strutturali mai risolte: «L’evento alluvionale ha semplicemente fatto esplodere fragilità già evidenti, facendo inevitabilmente lievitare la stima complessiva dei danni».
Da qui l’appello a un’assunzione di responsabilità collettiva: «Non possiamo continuare a occuparci di dissesto idrogeologico solo quando arrivano le alluvioni. La prevenzione va fatta prima, non dopo l’ennesima emergenza, e va fatta adesso, senza aspettare il prossimo disastro».
Bruno richiama anche gli strumenti già disponibili: «Esistono masterplan e strumenti di pianificazione che da anni evidenziano le criticità del territorio. Negli ultimi dieci anni si è intervenuti, ma in modo insufficiente. Molte opere sono state avviate, altre finanziate, ma serve uno sforzo ulteriore e condiviso. È necessario che tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio individuino alcune priorità comuni per affrontare seriamente la prevenzione del dissesto idrogeologico».
«Non possiamo continuare a definire “straordinarie” piogge che sono ormai eventi normali della stagione invernale e che, ogni volta, per la Calabria diventano una catastrofe – prosegue –. Serve un cambio di passo deciso, serve che il Governo si faccia carico della situazione e che questo Consiglio abbia la forza di pretendere interventi strutturali, affinché i cittadini calabresi non debbano più piangere danni evitabili».
«Vedere intere comunità colpite, attività distrutte, famiglie isolate, territori spezzati – conclude Bruno – è una ferita che colpisce tutti. Davanti a negozi chiusi, imprese costrette a fermarsi, il cuore si stringe e cresce la responsabilità di dire basta. Abbiamo il dovere di affrontare non solo l’emergenza, ma un vero progetto di messa in sicurezza del territorio».
Da qui la richiesta di ulteriori strumenti di sostegno: «Le risorse vanno chieste con determinazione. Se non lo ha già fatto, il presidente Occhiuto dovrebbe valutare anche la richiesta del Fondo di solidarietà europeo, come sollecitato nei giorni scorsi dall’europarlamentare Pasquale Tridico. Sarebbe un supporto fondamentale per cittadini e imprese, soprattutto in vista della stagione turistica ormai alle porte».
«Su questo tema – conclude – non possono esserci divisioni politiche: c’è in gioco la sicurezza dei cittadini e il futuro economico di questi territori e dell’intera Calabria».
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