Cinema. Fabio Argirò: “Un sogno ad occhi aperti aver lavorato nella mia città sul set di "Calibro 9"

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Da sinistra: Fabio Argirò insieme al regista e all'aiuto regista, Toni D'Angelo e Saverio Di Biagio
  03 ottobre 2019 15:57

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA

Ed è proprio così che Fabio Argirò, divenuto in breve tempo ispettore di preparazione nel film Calibro 9, diretto da Toni D’Angelo (regista del film noir “Falchi”) prodotto da Minerva Pictures e Rai cinema, in co-produzione con Gapbusters (Belgio) e con il contributo del MIBAC e della Calabria Film Commission, ricorda con gli occhi raggianti quei giorni vissuti con la troupe cinematografica, durante le riprese girate, tra Catanzaro e Stalettì. 
Marco Bocci, Ksenia Rappoport, Michele Placido, Alessio Boni e Barbara Bouchet sono i protagonisti di questa storia che si propone di tracciare ideale tra il celebre racconto di Fernando Di Leo sulla malavita organizzata di fine anni ’70 e il contesto criminale della 'ndrangheta di oggi. 
 
“Giorni indimenticabili che mi hanno danno dato tanto – ammette con la gioia di un bambino - ”. Un’esperienza che Fabio, tifosissimo della Catanzaro, ha saputo coltivare con impegno ma soprattutto “con il cuore”, tanto da colpire la Minerva Pictures che lo ha già richiamato per le prossime produzioni. La sua collaborazione inizia come local manager. Le riprese durano in tutto nove settimane e si svolgono tra Calabria, Milano, Roma e Anversa, in Belgio. 
“All’inizio non sapevo neppure cosa significasse questo incarico – racconta quasi intimorito dalla chiamata -. Poi, m’informai e capii che ero stato incaricato di selezionare i set più adatti qui a Catanzaro e dintorni per girare le scene del film” che andrà nei cinema a febbraio 2020.
 
Il regista Toni D’Angelo “quando venne giù in Calabria disse che 10 su 12 set andavano bene. Fu una grande soddisfazione per me e quella è stata la molla che mi ha dato stimolo per crederci. In queste giornate di riprese ho fatto di tutto, anche l’autista. Mi veniva naturale assicurarmi che gli attori e la troupe stessero bene”. Sia Gabriele Guidi, produttore esecutivo, che Simon Manzollino, direttore di produzione, “hanno subito notato questa mia disposizione soprattutto sul set e mi hanno dato fiducia. Conoscere attori, registi e tutto l’entourage è stato bellissimo. In città abbiamo girato nel parcheggio del centro commerciale “Le Aquile”, a palazzo “De Nobili”, dove abbiamo usato la stanza del vicesindaco, al cimitero, al porto, e sulla spiaggia di Giovino che è stata oggetto di sei location per alcune scene adatte per l’ampiezza della spiaggia e della macchia mediterranea”.
 
Hanno apprezzato anche anche “il Parco della biodiversità e non è escluso che possa divenire in futuro set per altre produzioni. Molte riprese sono state girate a Stalettì – prosegue Argirò, 49 anni e padre di due figli - anche se nella mia relazione iniziale avevo indicato Gagliano. In questi giorni di lavoro ho conosciuto Marco Bocci, Alessio Boni e tanti attori calabresi della provincia di Reggio e Cosenza. A Catanzaro abbiamo avuto tante comparse”. La troupe ha dormito presso l’hotel Niagara “dov’è stata davvero bene”. Tra attori, tecnici, macchinisti e manovalanza locale erano circa 100 unità. “Anche le istituzioni ci hanno aiutato – sottolinea Fabio - e in particolar modo, il presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni, sempre molto attento. 
 
Alla fine delle riprese, mi propongono prima di andare per due settimane a Milano, che poi diventano quattro, e qualche giorno prima della fine del lavoro, Manzollino e Guidi mi invitano a seguirli anche in Belgio. A Milano abbiamo girato sui navigli, al Tribunale e poi all’idroscalo. In Belgio, solo ed esclusivamente ad Anversa proprio nel porto. Sono state due settimane bellissime. Città stupenda e tanti italiani che vi lavorano. Ho trovato un ristorante di un napoletano che mi faceva sentire a casa. La produzione belga è stata organizzatissima. Infine siamo andati a Roma, dove la Minerva gioca in casa ed è stata una bella settimana. Abbiamo girato a Fiumicino, Ostia e Ostia antica”. 
 
Ora Fabio è a casa ma presto ripartirà per un nuovo progetto. “Mi hanno già prefissato un appuntamento”. Ringraziamenti rivolti “principalmente a Gabriele Guidi per avermi dato questa grande possibilità, Gianvito Casadonte per avermi inserito circa 14 anni fa nel “Magna Graecia film festival” e poi nelle stagioni del teatro Politeama, e Raffaele Bitonte, un secondo fratello, promotore di un’agenzia di eventi che ha dato il suo validissimo contributo alla produzione del film e che mi da la possibilità di lavorare”.

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