Cinema Masciari di Catanzaro, Domenico Pietropaolo: "Un’opportunità da non sprecare"

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images Cinema Masciari di Catanzaro, Domenico Pietropaolo: "Un’opportunità da non sprecare"


  23 agosto 2026 13:56

di DOMENICO PIETROPAOLO*

A Catanzaro oggi, dove si fa cultura? I cittadini che portano avanti attività culturali sono sempre meno, e il problema è tanto evidente quanto semplice: non esistono più luoghi permanenti dove la cultura ha lo spazio di respirare ed espandersi. Della morte del cinema in Italia si parla, più o meno, dai tempi di “Ladri di biciclette”; a Catanzaro, però, il cinema è morto da un pezzo.

Il Cinema come luogo di scambio e di crescita, dove i giovani formano i loro ricordi e imparano cos’è la vita, a Catanzaro non c’è da anni, e mi rammarica che i ragazzi non ne sentano la mancanza perché di fatto non ne hanno mai avuto esperienza. Eppure la soluzione è davanti ai nostri occhi, incastrata tra vari edifici e nascosta in bella vista, si fa ancora notare per la sua svettante insegna rossa: “Cinema Masciari”.

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Il Cinema Masciari è ormai abbandonato da più di 10 anni ma preserva ancora la sua bellezza nei fregi e nelle decorazioni e la sua ottima organizzazione degli spazi, che si presta ad essere ben più che solo una sala cinematografica. Il Masciari sembra tornare alle cronache per un possibile restauro, eppure paradossalmente quella è la parte meno importante. Il vero punto cruciale è: con che obiettivo verrà restaurato il cinema? È impensabile avviare un progetto di restauro senza aver chiaro come verranno utilizzati quegli spazi. Se poi, in fase di direzione artistica, si deciderà di cambiare l’uso di una delle grandi stanze al piano superiore, si dovrà fare il restauro del restauro?

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Ci sono tanti esempi a cui guardare in Italia, da cui emerge una verità indiscutibile: non basta più solo una bella sala per far vivere un cinema. Uno su tutti è il Cinema Troisi di Roma, gestito dall’associazione “Piccolo America”. Abbandonato da oltre 10 anni, il Troisi è stato recuperato e l’anno immediatamente successivo è diventato il monosala con più spettatori d’Italia (fonte: La Repubblica). Perché è stato pensato sin dall’inizio per essere non solo spazio di proiezioni, ma centro nevralgico della gioventù romana: un’aula studio aperta 24/7 frequentata anche nel cuore della notte, una videoteca gratuita, Punto Viola di DONNExSTRADA, un grande bar, per non parlare della programmazione. Film d’autore e film commerciali, con tantissimi ospiti e talk, a cominciare dalla mattina con un film dedicato alle neo-mamme che possono portare i loro figli in sala, oppure il matinée delle 11 con la colazione offerta, fino alla proiezione delle 00:30 per chi fatica a trovare il sonno. E allora il film diventa senso di vita, comunità, impegno e svago, ma soprattutto abitudine.

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L’aula studio del Troisi il 23 agosto

Fatte le dovute proporzioni tra le città, è davvero così lontana l’idea di un luogo simile nel capoluogo della Calabria? Non dimentichiamoci che il Masciari è già stato abbandonato una volta. Bisognerà impegnarsi parecchio ed aprire le vedute per far sì che ciò non accada di nuovo: significherebbe gettare via i contributi del restauro, ma soprattutto perdere una grande opportunità che può realmente cambiare le vite dei giovani.

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Le amministrazioni della città, questa come la prossima e la prossima ancora, devono fare scelte oculate e coraggiose, spinte da un vero senso di rinascita culturale, guardando al di là dei tre colli. Chi governa questa città e chi si occuperà del Masciari dovrebbe sempre tenere a mente quello che scrisse Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”. Ma come sarebbe bello se non ce ne andassimo via?

*Regista cinematografico di Catanzaro