
Il consigliere comunale di Catanzaro ha inviato un esposto a Sindaco, Prefetto, Regione e Procura dopo le segnalazioni dei residenti del quartiere Corvo. “I selettori non fanno nulla, rischio per l’incolumità pubblica”
20 maggio 2026 13:14Cinghiali che scorrazzano in pieno giorno tra le case di Via Brigata, nel quartiere Corvo. Foto e video arrivati a getto continuo nelle ultime settimane hanno spinto il consigliere comunale Eugenio Riccio a presentare un esposto formale al Comune di Catanzaro, alla Prefettura, alla Regione Calabria, all’ATC CZ1 e alla Procura della Repubblica. L’esposto mette nero su bianco quella che il consigliere definisce “una situazione fuori controllo e pericolosa per l’incolumità pubblica”.
“Non stiamo parlando di avvistamenti sporadici in periferia – spiega Riccio – ma di gruppi di animali che circolano in orario diurno a pochi metri dalle abitazioni, con bambini e anziani che escono di casa ogni giorno. È una bomba a orologeria”. Al centro della contestazione c’è il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 20 aprile 2023 tra Regione Calabria, Comune di Catanzaro e Ambito Territoriale di Caccia CZ1 per il contenimento della specie _Sus scrofa_ nel territorio comunale. Un accordo approvato con Delibera di Giunta n. 255/2023 che prevedeva l’attivazione di piani di abbattimento selettivo da parte dei selettori abilitati dell’ATC CZ1.
“Quel protocollo è rimasto sulla carta – attacca il consigliere –. Chiedo al Comune di dirmi, carte alla mano, quanti interventi sono stati fatti nel quartiere Corvo dal 2023 ad oggi, chi sono i selettori incaricati e quanti capi sono stati abbattuti. Dai fatti risulta che non è stato fatto nulla”. Nell’esposto Riccio chiede al Sindaco di attivare i poteri contingibili e urgenti previsti dall’art. 54 del TUEL per mettere in sicurezza l’area, e di chiarire se siano state applicate penali o sospensioni ai soggetti inadempienti.
Alla Prefettura ha chiesto la convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, per coordinare Comune, Regione, ASP e ATC CZ1. “Non possiamo aspettare che succeda un incidente per muoverci – conclude Riccio –. Se il protocollo non funziona, va cambiato. Ma intanto qualcuno deve garantire la sicurezza dei cittadini del Corvo”.
La situazione è sotto osservazione anche per i profili igienico-sanitari, per il rischio di trasmissione di zoonosi. L’ASP di Catanzaro è stata messa a conoscenza della segnalazione.
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