Codacons: "Lo scuolabus negato è il simbolo di una città sempre più classista"

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  05 dicembre 2023 13:42



“La solidarietà è l’inclusione ridotti ad uno strumento di marketing”. 

Cosi il Codacons sull’assoluto disinteresse da parte del comune di Catanzaro sull’inefficienza che costringe una bambina ad abbandonare anzitempo le lezioni scolastiche.

Oggi è intervenuto il Garante per l’Infanzia e per l’Adolescenza allo scopo di sollecitare il comune di Catanzaro ad “individuare una
soluzione che consenta alla piccola Virginia di godere pienamente del suo diritto allo studio,
in condizioni di parità con gli altri suoi compagni e adotti per il futuro una programmazione che, oltre a consentire una tempestiva allocazione delle risorse, sia in grado, anche in chiave
prospettica, di gestire eventuali problematiche che potrebbero compromettere la regolarità del servizio di trasporto scolastico e comprimere il diritto all’istruzione di alcuni alunni.”.
La vicenda.
Una grave inefficienza nel servizio trasporto scolastico costringe una bambina di quinta “elementare” ad abbandonare un’ora prima le lezioni per poter rientrare a casa. Non si tratta di un episodio sporadico. Accade ogni giorno, tutte le settimane, dall’inizio dell’anno scolastico. Eppure la minore, durante i primi quattro anni della scuola primaria, ha regolarmente viaggiato con il servizio “scuolabus”, senza dover perdere neppure un minuto di lezione. 
Il problema si è presentato soltanto quest’anno.
Un diritto nei fatti negato che finisce per discriminare una bambina impedendole di seguire - esattamente come tutti i suoi compagni - le lezioni. Pensare ad una scuola pubblica, che sia a portata di tutti - sostiene Francesco Di Lieto - significa provare a contrastare le disuguaglianze dei ragazzi che la frequentano. Invece in questo paese viviamo di solenni e pomposi proclami ma, a microfoni spenti, della scuola e delle difficoltà dei ragazzi e delle loro famiglie, purtroppo, non importa nulla a nessuno.?E questa vicenda, dopo il servizio mensa diventato un lusso per pochi, è l’ulteriore conferma di un paese sempre più classista".
Le richieste di aiuto.
Il problema riscontrato dalla minorenne “è stato più volte segnalato dalla madre all’Amministrazione comunale – anche con p.e.c. ricevuta dall’Ente in data 27 settembre 2023 – senza, tuttavia, ottenere il benché minimo riscontro. 
Proprio come nessun riscontro è stato fornito alla richiesta formulata dal Codacons il 9 ottobre 2023. Neppure il sollecito del 15 novembre 2023 ha ottenuto risposta dall’Amministrazione comunale. Soltanto a seguito dell’intervento della stampa locale, il Comune ha finalmente deciso di rispondere: 
SOTTO L’ASPETTO FORMALE, il comune di Catanzaro (con nota prot. n.134587/2023) evidenzia: ‘tenuto conto del fatto che questa problematica si verifica solo nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì… non ha potuto far altro che prendere atto delle intese raggiunte” … “tra Istituto Scolastico e A.M.C. SpA’. In buona sostanza l’Ente ha deciso – in modo a dire il vero assai elegante – di ‘lavarsene le mani’.”, afferma l’ente.
SOTTO L’ASPETTO MEDIATICO, invece, il comune di Catanzaro ha assunto una strategia totalmente differente: con un comunicato stampa l’Assessore ha espresso ‘tutta la volontà e disponibilità nel trovare una soluzione al caso denunciato da Codacons’ aggiungendo anche ‘qualora una situazione di disagio interessasse un solo studente, è giusto recepire ogni bisogno a tutela del diritto allo studio e individuare eventuali correttivi ad un servizio che è stato predisposto contemperando le indicazioni della scuola con quelle propriamente legate alla gestione del trasporto pubblico.
Dichiarazioni di intenti che si infrangono contro il concreto disinteresse e l’assoluto silenzio.
E che la vicenda sia davvero grave lo si ricava, sia dalla palese discriminazione cui è sottoposta la piccola; sia perché viene messo in discussione il suo diritto allo studio e, infine, perché queste sistematiche assenze finiscono, inevitabilmente, per incidere negativamente sul suo andamento scolastico. Purtroppo si deve prendere atto come la disponibilità manifestata sia stata solo di facciata mentre, nei fatti, si deve constatare un assoluto disinteresse verso i problemi di una minore costretta a subire quotidiane discriminazioni. Siamo dinnanzi ad una vergogna che è simbolo di un paese che, negando l’accesso al sapere, finisce per alimentare le diseguaglianze.
Una scuola per tutti.
Pensare ad una scuola pubblica, che sia a portata proprio di tutti, significa provare a contrastare le disuguaglianze dei ragazzi che la frequentano. Invece si preferiscono i proclami ma, a microfoni spenti, della scuola e delle difficoltà dei ragazzi e delle loro famiglie non importa nulla a nessuno. E questa vicenda, dopo il servizio mensa diventato un lusso per pochi, è l’ulteriore conferma di un paese sempre più classista. 
Per questo motivo apprezziamo l’intervento del Garante per l’Infanzia e per l’Adolescenza che sollecita l’Amministrazione ad intervenire per consentire alla piccola Virginia la possibilità di seguire – proprio come tutti i compagni – le lezioni della scuola dell’obbligo. Tollerare gli ostacoli quotidiani all’accesso al sapere, così come chiudere gli occhi sulle difficoltà delle periferie dei bambini, finisce non solo per favorire l’abbandono scolastico, ma alimenta le disuguaglianze.

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