Comitato 'L'ospedale al Pugliese': "No a tentativi di condizionamenti a distanza e a rapporti poco chiari"

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  18 giugno 2026 08:55

di ANTONIO LUDOVICO*

 Ci risiamo. Qualcuno tenta, a seicento chilometri di distanza, di condizionare la vita civile e sociale di Catanzaro, piegando alle proprie logiche partitiche (e forse elettorali) le reali esigenze di una comunità. Ma fortunatamente qualcosa, in queste settimane, è cambiato e questi tentativi sono destinati al fallimento.

Da sempre la città in cui abito da sessant’anni è stata descritta come una città apatica, indolente, poco propensa ai moti di piazza. Come se qualsiasi decisione di tipo politico - anche quella più dannosa per l’intera comunità- non scalfisse il solito tran tran cittadino fatto di inguaribile quotidianità. Eppure, da poche settimane, ossia da quando - grazie ad un pugno di amici- abbiamo messo in piedi un comitato spontaneo, apolitico e trasversale, qualcosa si è mosso, un sussulto ondulatorio v’è stato. Ebbene sì, forse c’è ancora speranza per combattere una battaglia giusta, una battaglia al fianco della mia città, delle due più nobili tradizioni, delle sue migliori professionalità.

Al fianco di tanti medici che sono accorsi numerosi ad aderire ad un qualcosa che desse loro voce, a tutti gli operatori sanitari, ai commercianti, ai pensionati, alle migliaia di donne ed uomini di ogni classe sociale che hanno avvertito l’impellenza di dire No. No a decisioni calate dall’alto, non ai soliti tentennamenti, no alle continue spoliazioni, no agli scippi fatti con destrezza, no alle timide rivendicazioni, no ai rapporti poco chiari.

Un esercito di volenterosi e sognatori si è messo in gioco, ha espresso una chiara volontà, non vuole prestare il fianco a decisioni suicide. L’Ospedale “Pugliese Ciaccio”, da sessant’anni struttura di eccellenza vera, non può e non deve trasferirsi altrove. Lo chiede la logica, lo chiedono i numeri, lo chiede una parte preponderante di una città violentata e stuprata da decisioni immonde. Decisioni che hanno messo al tappeto una centralità di cui oggi s’intravedono solo i timidi contorni, decisioni che tendono a delegittimare quello che una volta era l’orgoglioso capoluogo di regione. Siamo stanchi di essere i servi sciocchi di una politica che decide altrove i nostri destini, siamo stanchi di continue sottrazioni favorite- guardate il paradosso- da chi avrebbe il compito di vigilare.

Catanzaro è viva e vegeta e non si farà imporre scelte dalle camere oscure di una politica miope e sovranista, Catanzaro è disposta a scendere in piazza, a fare le barricate, a difendere con tutti i propri mezzi ciò che le appartiene. E non farà sconti a nessuno, nella consapevolezza di una forza che deriva dall’uso democratico dei propri poteri. Non accetteremo più di essere derisi per mancanza di decisioni, non accetteremo più di essere al traino di nessuno, sappiamo che i problemi sono numerosi e nuove colate di cemento non farebbero che aumentare un settore in crisi d’identità. Mancano medici, mancano strutture all’avanguardia, mancano professionisti, manca tutto ciò che dovrebbe consentire ai calabresi di emigrare altrove. Ciò che non manca invece- guarda caso- sono le strutture (ben cinque!!!), e non saranno le promesse da marinaio di un’ improbabile- rectius- impossibile nuova costruzione ad alleviare le sofferenze di una popolazione che ha deciso di dire Basta. Pronti ad un confronto democratico, come è giusto che sia, ma non prendeteci per i fondelli. Non ve lo consentiremo mai più! A buon intenditore, poche parole. 

*avvocato

 


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