Comitato SOS Sanità: "A Catanzaro un’attesa che non giova al territorio"

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  28 marzo 2026 18:33

Di seguito  il comunicato stampa del Comitato S.O.S. Sanità, costituitosi nei giorni scorsi, composto da Sergio Gaglianese Presidente Ass La Tazzina della Legalità , Giovanni Primerano direttivo della Tazzina della Legalità, Peppino Mariano Presidente Confassociazioni Calabria, Francesco Bianco ALdo Costa E Raffaele Lucia.

Dopo i numerosi interventi effettuati, relativi alla improrogabile esigenza della istituzione di un Pronto Soccorso presso il Policlinico Universitario di Catanzaro, compreso l’ultimo comunicato con il quale abbiamo richiesto un Consiglio Comunale a ciò dedicato, abbiamo voluto osservare una fase di attesa, nella speranza che qualcosa si muovesse da parte dei principali attori istituzionali. Ma, mutuando il titolo di un celebre film, potremmo dire che abbiamo visto soltanto “il buio oltre la siepe”. Dunque, nel costante silenzio dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro, non possiamo non registrare una particolare responsabilità del predetto Ente, nella misura in cui gli appelli del Presidente Occhiuto, resi più volte pubblicamente e volti a dimostrare disponibilità ad ascoltare le decisioni inutilmente attese sulla collocazione definitiva del nuovo presidio ospedaliero, ormai vanno coniugati al passato remoto. Il tutto, senza dimenticare l’attuale ruolo di Commissario straordinario della sanità calabrese, rivestito dallo stesso Presidente Occhiuto, che aiuterebbe nella tempistica non poco la risoluzione della intera questione. Pur riconoscendo, per amore di verità, la apertura al dialogo della Vicesindaco Iemma e la sua importante presa di posizione sulla realizzazione del nuovo ospedale a Germaneto, ci è parso doveroso pensare che forse “legiferare” su più questioni, sia pur razionalmente connesse tra loro, deve essere un’attività particolarmente “ardua” per la politica cittadina. Quindi, da parte nostra, è necessario insistere sulla questione di più immediata soluzione, quale quella della imprescindibile istituzione del Pronto Soccorso presso il Policlinico del capoluogo di Regione. A tanto si aggiunga che ha provocato non poco stupore la notizia apparsa sulla stampa, secondo la quale ci sarebbe la volontà di approntare un (secondo) Pronto Soccorso in formato “light”, con il placet della stessa Università. La struttura adiacente al Policlinico sarebbe dedicata ai pazienti “non urgenti”, i quali invece troverebbero risposta attraverso la rete dell’emergenza – urgenza, sotto l’egida del Pugliese-Ciaccio. Se così fosse, si tratterebbe di una scelta politica molto discutibile per il capoluogo di Regione, oltre che fortemente pregiudizievole sull’effettiva operatività e utilità di un siffatto intervento. Una presunta scelta che, in realtà, cercherebbe di dissimulare la volontà di penalizzare la nostra Città ponendo in secondo piano la necessità di programmare una rete sanitaria degna di questo nome. D’altronde (a pensar male …), tutto ciò si porrebbe in chiara correlazione con i denari pubblici stanziati per potenziare alcuni reparti del Pugliese, tra i quali ricordiamo gli oltre settecentomila euro per il Pronto Soccorso. Sarà questa scelta quella lungimirante? Ma allora, ci chiediamo con non poca preoccupazione, la convenzione tra Regione Calabria ed Università Magna Graecia, oggetto del protocollo d’intesa datato 2023, che fine ha fatto? Dobbiamo arguire che è da intendersi “tacitamente” revocata?! Vi è di più. Una convenzione stipulata con particolare enfasi, che si propone(va) di attuare una serie di strutture necessarie e di completamento in seno ad un Hub di particolare importanza, può essere congedata in modo tacito, o unilaterale?! Dal volgere degli eventi, non vorremmo cogliere quella che appare come una triste verità sottaciuta, vale a dire che il secondo grande ospedale, dovunque si decidesse la sua ubicazione, non vedrà mai la luce. Nella misura in cui vengono erogate notevoli risorse pubbliche per avviare la ristrutturazione di parti rilevanti del Pugliese e, al contempo, si parla di Pronto Soccorso “leggero” a corredo del Policlinico Universitario di Catanzaro, decisione quest’ultima assunta non si sa da chi e in quale sede, la conclusione sembra scontata, aggravata dallo sconcertante immobilismo dell’Amministrazione Comunale. Anche l’ultima notizia apparsa sulla stampa locale, relativa ad un progetto dell’Asp di riqualificazione dell’ex ospedale vecchio, per un valore di circa 35 milioni. orienta il pensiero nel senso sopra detto. Insomma, per dirla con una buona dose di pragmatismo e ribadendo, tutto quello che si muove ci spinge a pensare che il nuovo ospedale rimarrà soltanto una chimera. In questo quadro di generale scetticismo, non è (sarebbe) senza eco la notizia della proroga per dodici mesi dello stato di emergenza sul sistema ospedaliero. Ciò, con la conferma dei poteri di Protezione Civile, consente al Presidente Occhiuto di operare con procedure accelerate nella realizzazione della nuova rete ospedaliera. Dunque, pur senza alcun campanilismo, nello scenario della realizzazione di alcune nuove strutture, come quelle della Sibaritide e di Vibo Valentia, solo per citarne alcune, è possibile che a farne le spese debba essere sempre la città di Catanzaro? Con la latitanza di tutti i protagonisti della politica catanzarese?
Tutto ciò esposto, ad onta delle belle parole da sempre ascoltate a favore del fantomatico bene della città, assistiamo in verità ad una continua mortificazione di un territorio, più volte sbeffeggiato con decisioni adottate al ribasso, lontane davvero dall’interesse di una comunità che pretende, da troppo tempo oramai, rispetto e risposte. Speriamo tanto di essere smentiti e che questo ultimo anno di legislatura induca i soggetti decisori ad un pensiero che possa tradursi in una seria azione per il nostro territorio.


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