
"Mentre la sanità calabrese riceve un ulteriore colpo di grazia con il sì di Occhiuto all’autonomia differenziata sulla sanità inConferenza Stato-Regioni, che rappresenta una ulteriore conferma della volontà del centro destra di distruggere la sanità pubblica a vantaggio di quella privata". A scriverlo in una nota è Pino Commodari di Potere al Popolo, che aggiunge:
"Nonostante la narrazione tossica di Occhiuto, la Calabria mantiene ben saldo l’ultimo posto della classifica Istat delle regioni a maggiore rischio di povertà o di esclusione sociale ed ogni anno circa 10.000 giovani calabresi abbandonano la regione in cerca di un futuro, che, rammentiamo, fanno parte della “grande fuga” dei giovani dal Mezzogiorno. Infatti, ogni anno circa 134.000 studenti meridionali scelgono di frequentare università del Centro-Nord invece che nella propria regione, causando un enorme trasferimento di ricchezza e capitale umano verso le regioni settentrionali.
Ad Occhiuto ed alla sua maggioranza di questa situazione drammatica non interessa nulla. La pericolosità sul piano sociale di Occhiuto si manifesta esplicitamente quando in Consiglio regionale afferma che è suo proposito promuovere “un modello di inclusione sociale, ispirato sia all’esperienza americana che alle radici dell’Impero Romano”.
Rammentiamo, che il modello sociale “americano” è basato su servizi privati e assicurazioni: l'accesso a servizi come la sanità e l'istruzione è, sostanzialmente, demandato a compagnie private e alla sottoscrizione di polizze assicurative personali. Il sistema capitalista americano genera profonde disuguaglianze di classe e sfruttamento. Gramsci descrive l'obiettivo di questo modello: ridurre l'uomo a un "gorilla ammaestrato", un automa sottomesso alla macchina, attraverso la parcellizzazione e la ripetitività del lavoro.
Come scrivono Karl Marx e Friedrich Engels, nel Manifesto del Partito Comunista, “In Roma antica abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi”.
Questo modello proposto dal presidente Occhiuto, che non ha visto alcuna contestazione da parte delle opposizioni, è il modello della barbarie sociale in una regione nella quale di barbarie ce n'ètanta.
Ad Occhiuto ed alla sua maggioranza interessa solamente il potere per fini personali.
Infatti, con una classica operazione di potere, utile solamente a tenere buona la sua stessa maggioranza, approvano in Consiglio regionale le modifiche allo Statuto della Regione Calabria, che aumentano da 7 a 9 il numero degli assessori regionali e reintroducono le figure dei sottosegretari. Rammentiamo che la prima volta è stato il centrosinistra con Loiero.
I suoi, quindi, saranno accontentati con gli incarichi e le prebende derivanti da essi, quasi 15 mila euro lordi al mese per un totale annuo di oltre un milione di euro, tutti a carico dei cittadini calabresi.
Tutto questo sperpero per figure istituzionali inutili e dannose per la Calabria ed i calabresi.
Ma c’è di più. Arriviamo al cuore della questione che è rappresentato dalla demolizione della residuale democrazia rappresentativa. Non solo approvano queste vergognose prebende, ma tentano di impedire ai calabresi di promuovere qualsivoglia azione per bloccarle. Infatti, prima si modifica lo Statuto reintroducendo i sottosegretari e successivamente approvano una legge regionale che disciplina il referendum popolare per l'approvazione dello statuto regionale, che impedisce il referendum popolare per le modifiche parziali dello stesso, come in questo caso. In sostanza si procede a modificare pezzi dello Statuto, facendo a pezzi lo Statuto stesso, senza alcuna possibilità di indire un referendum popolare.
Ciò in palese violazione dell’articolo 123 della Costituzione.
Esiste una sola strada da percorrere: la mobilitazione popolare edil referendum. Tutte le altre proposte rappresentano una perdita di tempo per le seguenti motivazioni.
Una legge ordinaria, come viene proposto dalla minoranza, non può abrogare una legge statutaria, in quanto ciò è possibile solo attraverso il ricorso allo strumento del referendum. Ma qualora ciò fosse possibile perché impelagarsi in raccolte di firme, quando gli stessi consiglieri regionali possono presentare proposte di legge in Consiglio regionale. A meno che non si riferiscono alla legge regionale che fissa gli importi delle indennità spettanti ai sottosegretari. In questo caso, qualora la legge fosse approvata dal Consiglio regionale, ipotesi fantasiosa, si eliminerebbe l’effetto, che sono gli emolumenti, e non la causa, rappresentata, appunto, dalla modifica statutaria.
Il referendum deve essere chiesto entro tre mesi dalla data di pubblicazione, avvenuta il 3 marzo 2026. Lo possono richiedere i consiglieri regionali, in numero non inferiore ad un quinto dei componenti del Consiglio ovvero un cinquantesimo delle/degli elettrici/elettori della Regione.
Si tratta di semplice volontà politica, non prendiamoci in giro.
La vittoria al recente referendum del 22 e 23 marzo ha dimostrato che possiamo mandare a casa il governo Meloni. Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sono stati costretti a dimettersi. Facciamolo anche il Calabria con Occhiuto".
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797