Comunali a Catanzaro, nel Pd nuovo giro di consultazioni con gli ex "volontari"

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  26 febbraio 2022 17:05

di ENZO COSENTINO

Irto-Fiorita. La cultura unisce il neo segretario regionale del Pd e il professore leader di “Cambiavento”. L’occasione è stata quella della presentazione di un saggio di Nicola Irto - "Un Sud diverso e migliore" - affidata appunto al prof. Nicola Fiorita. E la politica? Sembra li unisca pure. Specialmente in prospettiva della candidatura a Sindaco del Capoluogo.

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Il Pd catanzarese sta attraversando un momento più contraddittorio del solito. Lo dicono anche personalità che nel Pd hanno una lunga militanza. Alcuni l’hanno interrotta di recente. E’ il caso del dott. Lino Puzzonia, da sempre riformista e progressista, politicamente schierato a sinistra. La scelta del candidato sindaco alle ormai prossime elezioni, nel Pd è un “caso”. E chissà che non diventi anche un caso di coscienza!

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Il distacco di Valerio Donato dal Partito  e la sua candidatura autonoma, sono un sintomo che preoccupa, comunque, il PD.  Sono voti che il partito dem perderà. E sono voti che sfumano dal “contenitore dem” anche quelli che risucchierà portandoli sulla propria candidatura a sindaco, anche essa autonoma, Aldo Casalinuovo. E dire che entrambi i competitor spontaneamente si erano dichiarati a disposizione del Pd, del centrosinistra. Il PD, evidentemente, ha tergiversato. Troppo.

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Né ieri la situazione si è sbloccata nell’incontro che Nicola Irto - sembra sollecitato anche da Francesco Boccia, responsabile nazionale Pd che si era impegnato di dare una risposta sulla candidatura entro il 5 marzo - ha avuto con Domenico Giampà (segretario provinciale), Fabio Celia (segretario cittadino) e Giusy Iemma (Presidente dell’assemblea regionale). Riunione interlocutoria (la prossima sarà convocata a breve) in cui sarebbe affiorata nuovamente l’ipotesi di “primarie di coalizione” e anche quella di un nuovo giro di consultazioni con “volontari” che a suo tempo avevano data la disponibilità. Si tentano recuperi in extremis.  Oppure si potrebbe pensare che siano solo tatticismi e che alla fine il Pd potrebbe non candidare alcuno sotto il proprio simbolo, ma allinearsi alla decisione del “nuovo centrosinistra”.

Le crepe nel muro della sinistra sono sempre più evidenti. E mettono a rischio il progetto ambizioso di riconquistare dopo tante legislature Palazzo de Nobili.  

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