Comunali Catanzaro, Donato assiepato in 'posizione centrale' attende 'rinforzi'

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Professore Valerio Donato
  03 marzo 2022 07:29

di GABRIELE RUBINO

Il magnete è attivato da settimane. In posizione ‘centrale’, e non necessariamente nel senso classico del posizionamento politico. Nel centrodestra le idee, ma soprattutto i nomi per sbrogliare l’intricata matassa latitano e il documento firmato qualche giorno fa non assicura il ‘tutti dentro’. Nel Pd è in corso lo scouting ristretto per selezionare il candidato a sindaco con il provino finale atteso nelle prossime ore. E Donato osserva, appunto in mezzo; in attesa di attrarre. Pur se invitato ai colloqui romani con il responsabile degli Enti locali del Pd, Francesco Boccia, il prof dell’Umg ha preferito astenersi. Al Nazareno sono andati con l’avvocato Aldo Casalinuovo e il prof dell’Unical Nicola Fiorita che, curiosità, hanno condiviso l’aereo del rientro in Calabria con il segretario regionale Nicola Irto.

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IL DISTACCO DAL PD PERCHE' "LA MIA CANDIDATURA NON E' DI PARTE"- Per Donato la partita segue ormai un’altra logica. Quella, peraltro, intuibile proprio dall’intervista rilasciata a La Nuova Calabria, in cui dichiarava – dopo l’incontro con Boccia a Catanzaro delle settimane scorse- che lui sarebbe comunque rimasto in campo anche se il Pd, il suo partito, avesse scelto un altro. La postura, sempre riprendendo l’intervista, è: “la mia candidatura non è disposta a diventare una candidatura di parte. La mia candidatura può essere appoggiata o condivisa dalla componente di centrosinistra”. Traduzione sommaria: ‘non vado dal Pd a chiedere di essere il candidato a sindaco, ma semmai è il Pd che aderisce alla mia candidatura civica che c’è e resterà fino alla fine’. Più o meno questi i concetti esposti da Donato a Boccia per motivare la mancata partecipazione alle consultazioni al Nazareno di ieri. Rischio ponderato? Sicuramente ci sarà stato il ‘calcolo’ lucido sul fatto che per come si sono messe le cose difficilmente il Pd lo avrebbe mai scelto, forse quell’ipotesi è tramontata prima di Natale quando l’assemblea dei circoli del Pd preferì indicare ‘l’esterno’ Nicola Fiorita. D’altro canto, restando con la calcolatrice in mano, per Donato può essere più che sufficiente che una componente storica dei dem sia comunque al suo fianco pur senza simboli e vessilli, lasciandoli alla nuova classe dirigente dominante. E ancora, connotandosi ‘a sinistra’, annullerebbe l’effetto magnete che esercita, ancora, verso alcuni pezzi del centrodestra.

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IL MAGNETE PUNTATO SUI PEZZI DEL CENTRODESTRA- Fatalmente il ‘campo di attrazione’ punta a quelle latitudini. Nel documento, firmato domenica scorsa, non figura un forte consigliere comunale come Sergio Costanzo che rappresenta Fare per Catanzaro e che quindi si è sfilato tenendosi le mani libere. Giovanni Merante per l’Udc ha fatto il suo nome al tavolo e altri consiglieri ‘pesanti’ hanno cominciato più o meno informalmente gli abboccamenti. Intendiamoci, lo standing della figura professionale incarnata da Donato ‘dopa’ la sua reale, attuale, forza elettorale; almeno in termini di liste e di significativi portatori di voti che, fino a prova contraria, sono fondamentali nelle elezioni. Ma la rete di Donato è pronta ad accogliere gli ‘scontenti’. Già è complicato per il centrodestra scegliere un profilo che tenga assieme tutti, quindi è più probabile uno sfilacciamento. E pur ammettendo che lo trovi, l’abbondanza di liste indurrà (e siamo sempre al calcolo) alcune a non spendersi nelle Comunali giusto per testimonianza e quindi a giocarsi l’opportunità di entrare a Palazzo De Nobili in un contesto interno meno competitivo. Per questo la porta di Donato resta aperta a tutti.

LA VARIANTE TALERICO- In ultimo, la ‘variante’ Talerico. Il documento di domenica ‘molto talliniano’ apre a un suo ingresso ma come puntualizzato da Mangialavori nel corso della riunione e da Ferro, nel corso dell’intervista a La Nuova Calabria, solo dopo l’indicazione di un altro candidato a sindaco. Inevitabilmente il suo destino è legato all’esito dei ricorsi elettorali contro i consiglieri regionali Comito e Fedele che potrebbe arrivare a breve. In caso di successo, Talerico, con la prospettiva di entrare fra qualche mese a Palazzo Campanella in quota Forza Italia, difficilmente potrebbe uscire fuori dal recinto del centrodestra (anche se non candidato a sindaco). In caso di insuccesso potrebbe intraprendere o la strada solitaria giocandosi le sue carte con ‘il grande centro’ o appunto convergere su Donato.

 

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