Comunali Catanzaro, la forza della coalizione e il disgiunto: le dinamiche del primo turno

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Palazzo De Nobili
  14 giugno 2022 09:28

di GABRIELE RUBINO

Valerio Donato e Nicola Fiorita si giocheranno la poltrona da sindaco di Catanzaro al ballottaggio. E' un secondo tempo in cui il candidato civico ex Pd, sostenuto al primo turno da uno dei tre tronconi del centrodestra, parte in vantaggio. Che non è soltanto nei circa 12 punti percentuali di scarto (all'incirca 5 mila e 500 voti) dal competitor - che non sono pochi- ma nel fatto che la sua coalizione ha abbondantemente superato il 53,5%. Questo significa che le liste di Donato hanno già la maggioranza in Consiglio comunale. La partita, seppur indirizzata, non è del tutto chiusa. Se appunto l'agglomerato assemblato attorno al prof. dell'Umg ha confermato l'aspettativa di corazzata elettorale (vale più del doppio delle liste sommate di Fiorita), è proprio il candidato a sindaco che ha sofferto di più il voto disgiunto. Rispetto alle 'sue' liste ha perso per strada il 10%, 4 mila voti. Anche in questo caso non pochi.

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Fiorita dunque parte dietro, sebbene al secondo turno - quando la partita è prevalentemente uno contro uno- possa beneficiare al contrario dell'avversario del voto disgiunto a suo favore. Il prof dell'Unical è sopra alle sue liste del 6%, grossomodo 3 mila voti. Una coalizione, quella di Fiorita, che ha come perno non l'asse Pd-M5S ma le due liste civiche, Cambiavento e Mò, nettamente sopra i due partiti. 

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Si aspettava sicuramente qualcosa in più Antonello Talerico, che in campagna elettorale puntava proprio sul disgiunto per ambire al ballottaggio. I risultati dicono che è andato 'peggio' delle sue liste di un punto percentuale. Certo il 14% racimolato dalla sua coalizione rende la stessa il terzo polo nel Capoluogo. Uno schieramento moderato di centrodestra che però, per ammissione dello stesso presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, non andrà mai con Donato. L'apertura è invece a Fiorita con cui si può fare l'accordo al secondo turno se ci sarà un 'riconoscimento' per l'appoggio e la possibilità di incidere sull'azione amministrativa. Queste le sue condizioni ribadite durante la puntata di ieri di Catanzaro Capitale in cui i due erano affiancati. 

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Chi ha frenato la corsa di Talerico è stata presumibilmente la scesa in campo di Wanda Ferro. La leader di Fratelli d'Italia in Calabria in solitaria si è difesa superando il 9% di consenso personale, mentre la lista gravita attorno al 5%. Così come la partita autonoma rispetto agli 'alleati' del centrodestra è dipesa da dinamiche (anche) sovra-locali, per il secondo turno vale la regola nazionale di FdI: mai con Pd e M5S. E quindi una riconciliazione al secondo tempo con Lega e Forza Italia, sostenendo Donato, è l'ipotesi più probabile. 

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