Comunali Catanzaro, Lavecchia si schiera con Fiorita: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"

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images Comunali Catanzaro, Lavecchia si schiera con Fiorita: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"

  19 marzo 2022 17:32

di SERGIO LAVECCHIA*

Catanzaro è una città strana.

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Sta vivendo, oramai da anni, un profondo declino testimoniato in maniera evidente dalla diminuzione della sua popolazione, passata da circa 95.000 abitanti del 2001 (93.000 nel 2011) agli attuali circa 86.000 (dati ISTAT riferiti al 2020).

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Catanzaro si sta spopolando. Questo è un dato di fatto come è un dato di fatto che in tutti questi anni Catanzaro è stata amministrata da amministrazioni di centro-destra. Tranne la parentesi dell’amministrazione Olivo (2006/2011) è dal 1997 che Catanzaro è amministrata dal centro-destra; 20 anni sindaco Abramo ed un anno (dal 2011 al 2012) sindaco Traversa. Ed a questo riguardo non è stato mai chiarito come mai un sindaco eletto al primo turno con il 62 % di voti (Traversa) dopo un solo anno si sia dimesso.

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Ma al di là della perdita di popolazione ci sono segni altrettanto evidenti di come questa città sia profondamente in crisi: il deserto del centro storico, il degrado e l’abbandono delle periferie urbane, un porto che è diventato, con le sue banchine vuote, l’emblema del fallimento della città, il lavoro che manca (soprattutto per i giovani), un parco urbano (il bosco Comuni di Siano) che dopo 8 mesi dai devastanti incendi di questa estate è stato semplicemente sigillato, chiuso, senza alcuna idea di cosa fare. Per non parlare, poi, della presenza della criminalità organizzata che, a detta degli esperti e nel disinteresse generale, condiziona le attività economiche (con le richieste del “pizzo”) specie nel nostro quartiere marinaro.

E come se non bastasse, in questi lunghi 21 anni, abbiamo assistito, senza colpo ferire e senza nessuna presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale, alla perdita di ogni ambizione e pretesa di capoluogo di Regione con lo smembramento della provincia di Catanzaro in tre provincie (senza che le altre due fossero minimamente toccate) e con l’istituzione della città metropolitana di Reggio Calabria, unico esempio in Italia di una città metropolitana diversa dal capoluogo di regione.

In questi lunghi 21 anni non una idea di uno sviluppo diverso ed unitario della città, non un piano organico che provasse a ricucire i frammenti sparsi di questa città (Centro, periferie, Lido, Germaneto, etc.) e che provasse a dare una indicazione su un possibile futuro diverso.

Oggi qual è il volto di questa città ? come viene percepita da un osservatore che guarda dall’esterno ? Credo che nessuno lo sappia.

L’unica cosa  certa è che, nonostante la diminuzione di popolazione, si continua a costruire, si continua a cementificare il territorio (vedi quello che sta avvenendo sulla ex SS 106 tra Lido ed il centro commerciale) mentre gli appartamenti già esistenti sia nel centro che nelle periferie appaiono sempre di più vuoti ed abbandonati. 

Ecco, la speculazione edilizia, terreno di un possibile riutilizzo di denaro sporco, è, forse, l’unica vera immagine che questa città può dare di sé stessa. E meno male che la  sensibilità civica ed  ambientale, nonostante tutto ancora presenti tra la popolazione,  ha impedito che si portasse a compimento il delitto della pineta di Giovino, uno dei pochi polmoni verdi di Catanzaro, sulla quale 21 anni di centro destra hanno ripetutamente cercato di insediare villette e lottizzazioni. Se fosse stato per questo centro-destra oggi, accanto alla pineta di Siano, distrutta dagli incendi e della quale non si sa ancora cosa fare, anche la pineta di Giovino sarebbe stata cementificata.

Insomma questa è l’eredità che ci lascia il centro destra catanzarese: una città agonizzante, senza una minima idea di quale potrà essere il suo futuro; una città in cui ciò che appare  è solo la punta di un iceberg nascosto in cui si saldano, sulla testa dei cittadini, interessi economici  ed affari poco noti o poco chiari, in cui non esistono confini precisi e definiti tra i vari gruppi presenti, perché il trasversalismo è forte e condizionante.

In questo quadro si collocano le prossime elezioni amministrative.

Ancora una volta Catanzaro ha l’opportunità di cambiare direzione, di invertire questo destino “cinico e baro”. Ancora una volta la nostra città ha la possibilità di licenziare i responsabili del suo fallimento.

Saprà cogliere questa opportunità ? Saprà fare la necessaria pulizia di quanti, consapevoli dei propri fallimenti e della possibilità di essere mandati a casa, stanno cercando di camuffarsi e di crearsi una nuova verginità ?

Già questa opportunità c’è stata nel 2011 e nel 2012 con la candidatura a sindaco di Salvatore Scalzo, il “marziano” che ha dato slancio alla speranza e avviato la  “primavera catanzarese”. Questa speranza è stata riproposta con vigore da Nicola Fiorita nelle elezioni del 2017. Ed oggi, ancora una volta, Nicola Fiorita è in campo per provare ad affermare che cambiare si può, che la possibilità di un futuro diverso per la nostra città non è qualcosa che dipende dal destino ma che dipende solo da noi, da ciò che noi saremo capaci di fare.

E allora avanti con Nicola Fiorita sindaco per immaginare e costruire insieme un futuro diverso per tutti noi, ma soprattutto per i nostri figli ed i nostri nipoti.

E per quanto riguarda tutto il resto vale l’antico proverbio: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”; perché più delle parole è possibile capire tante cose delle persone solamente guardando chi frequenta; ci si circonda, infatti, delle persone simili a noi sia nei modi di fare che per ciò che pensano. Si può stare con “tanti” ma non con “tutti”.

*cittadino residente nella periferia dimenticata (Corvo) di Catanzaro  

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