Comunali Catanzaro, Pd "fabbrica dei sogni": continui segni di frammentazione mentre il centro studia una candidatura tutta sua

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images Comunali Catanzaro, Pd "fabbrica dei sogni": continui segni di frammentazione mentre il centro studia una candidatura tutta sua

  17 marzo 2022 16:46

di ENZO COSENTINO

Pd la “fabbrica dei sogni”. A Catanzaro-trovato il candidato sindaco- il partito ora è al lavoro per la lista con il suo simbolo e con un occhio a quelle dei movimenti civici che lo affiancheranno.

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Il prof. Nicola Fiorita, leader di “Cambiavento”, dopo una presenza silenziosa sulla pista per la corsa a Palazzo de Nobili, con l’investitura ufficiale e il suo scontato assenso, irrompe con la sua determinazione a cambiare le cose non soltanto a Palazzo de Nobili ma nello stesso PD. PD che sembra refrattario a ricomporsi in un unico blocco.

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E non vi è dubbio alcuno che le elezioni le vince chi raccoglie più consensi. Teoricamente i consensi dovrebbero essere strettamente legati e vincolati ai programmi. Sulla carta partiti e movimenti civici collaterali hanno scritto il proprio: le migliori idee poi confluiranno nel programma di coalizione. Quanto a sfilacciamenti e perdite, anche significative, di pezzi importanti al momento nessuna sta meglio dell’altra. In area chiamiamola ancora centrosinistra si da per “pesante” la perdita di Valerio Donato che ha fatto una scelta tutta sua ponendosi in pieno dissenso con il suo oggi ex partito: il Pd. E nel Pd non sono in pochi a essersi già schierati al suo fianco. Una prima verifica della consistenza della forza numerica la si potrà percepire dopo la presentazione delle liste che appoggeranno la candidatura.

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I voti targati Pd non saranno tutti per Donato ma si suddivideranno fra lui, Nicola Fiorita e ove restasse in campo da candidato sindaco, Aldo Casalinuovo. Con al sua scelta di campo su Fiorita e relativa investitura oramai benedetta dai vertici del “Nazareno” è tramontata ogni possibilità di rimettere in discussione il tutto e andare a “primarie” (semplici o composte che fossero). Fiorita, punto e basta – ha detto Boccia- e tutti a lavorare per quel “campo vasto” dove “mietere il grano (consensi) al momento del voto di aprile o maggio (si attende la conferma della data ufficiale del voto). E nel Pd e nella sinistra l’auspicio è che veramente si respiri aria progressista. Chissà!

Fughe dalle passate postazioni di schieramento in atto: l’Udc saluta il centrodestra. Il segretario provinciale, Giovanni Merante, ha scelto di stare con Valerio Donato. Attese di scelte ufficiali per l’assetto dello schieramento di coalizione a sinistra in vista come quella del Movimento di De Magistris che in Città si sta muovendo elettoralisticamente per organizzare una propria lista.

In questa competizione le coalizioni saranno quattro: quella marcatamente di sinistra, quella di destra, quella indipendentista e  quella di centro. Quest’ultima potrebbe avere in Antonello Talerico il suo alfiere perché è difficile che fra il presidente del COA e il coordinatore regionale di FI, Giuseppe Mangialavori si ricomponga lo strappo. Come sempre, però, in politica: mai dire mai. Ma ci si chiede - pur sapendo che la risposta se fosse pienamente sincera sarebbe un “si”- lo sguardo ambizioso e malizioso non è forse rivolto alle prossime politiche? Anche ora quel che conta veramente è guardare nella realtà dei fatti -senza dietrologia per demonizzare il passato- il futuro (ricco di soldi) di questa Catanzaro perché diventi “Capitale”. Di nome e di fatto e lo diciamo senza “puzza” di inutile campanilismo.

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