Comunali Catanzaro, Ventura: "Con tutti con compromessi"

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Sabatino Nicola Ventura
  15 maggio 2022 11:48

di SABATINO NICOLA VENTURA

Siamo all’inizio ufficiale della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del nuovo sindaco di Catanzaro. Ma in verità la campagna elettorale è già iniziata da molti mesi: mai, a mia memoria, ho registrato un incedere verso il voto con tanta confusione e mistificazione, in gran parte da molti volute e costruite. L’assenza, da anni, dei partiti e della politica e il conseguenziale negativo momento politico/ammnistrativo della città ha regalato a tanti la possibilità d’inserirsi per conquistare il governo della città.

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In questo 2022, per certi aspetti, e sicuramente in un contesto diverso e non molto paragonabile ai precedenti, si ripresenta una “occasione” per tentare di governare, o meglio, rigovernare la città.

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Quando conquistò, nel 2006, il Comune di Catanzaro l’On. Rosario Olivo con il Centrosinistra di allora, si era conclusa la prima metà del ventennio, iniziato nel 1997, delle sindacature Abramo. Il Centrodestra classico, che allora si raccolse a sostegno dell’On. Mario Tassone, candidato a sindaco, perse al primo turno. Ma una parte numericamente importante delle espressioni della destra, con alla testa il duo Abramo/Tallini, ritenne quella volta di dare vita a una “pseudo coalizione civica” con candidato a sindaco il prof. Franco Cimino. Ricordo che la coalizione di Cimino ebbe anche il sostegno di alcuni esponenti del Centrosinistra catanzarese, in verità pochi. Perse anche egli, al ballottaggio, e vinse il Centro Sinistra e Olivo. Una vittoria nella coerenza più totale di schieramento.

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Adesso, guarda caso, si conclude il secondo e ultimo decennio di Abramo. (è corretto ricordare che dopo Olivo, estate 2011, vinse sempre la destra, con l’On. Michele Traversa che divenne sindaco, e che governò per un anno). Nel 2012 Catanzaro tornò alle urne ed elesse, nuovamente, Sergio Abramo, anche nel 2017, ed ancora oggi è sindaco.

Si torna, a distanza di 5 anni, il prossimo mese, alle urne in una situazione che necessita di essere esaminata. Cosa succede in città? Vediamo… se pure in breve, vado a svolgere qualche considerazione.

Il Centrosinistra, allargato, “compatto” è a sostegno del prof. Nicola Fiorita, candidato a Sindaco.

L’Avv. Francesco Di Lieto è il candidato a sindaco della sinistra estremista. (una mia valutazione: è alla testa di una coalizione che conquisterà, ritengo, una bassissima percentuale di voti, forse non raggiungerà il quorum, ma danneggerà di fatto la coalizione di centrosinistra).

L’Avv. Antonello Talerico è il candidato a sindaco di una coalizione, che si può definire di Centrodestra (egli è stato candidato alle recenti regionali in Calabria con Forza Italia, e ha fra altri il sostegno di Mimmo Tallini, personaggio storico della destra catanzarese).

L’On. Wanda Ferro è la candidata a sindaco di Fratelli d’Italia, e ha incassato il sostegno del sindaco uscente Sergio Abramo, di Coraggio Italia, altra formazione di centrodestra. È una candidatura “solitaria” apparentemente inspiegabile, ma ritengo fioriera di novità in corso d’opera (ballottaggio).

La candidatura a sindaco di Antonio Campo, sostenuta da una lista, non sono in grado di decifrarla: non ho al momento alcun elemento.

Il prof. e Avv. Valerio Donato, candidato civico, così insiste a dichiararsi, ha lavorato per inglobare di tutto e di più, senza distinguo sull’appartenenza politica di provenienza e/o di mantenimento. Oggi, così, apprendo dalla lettura della stampa e dei media, è a capo di una coalizione che ha fra i principali sostenitori la Lega di Salvini/Mancuso (leggo il 27 aprile Valerio Donato:” Adesso barra diritta e avanti tutta! Il sostegno di Salvini, di cui sono orgoglioso, al laboratorio politico messo in piedi a Cz…”). Ma anche Forza Italia, l’UDC e altri spezzoni, vedi Italia Viva, che già alle ultime regionali in Calabria sostenne la destra attorno ad Occhiuto.

Richiamo l’attenzione sulla circostanza che la gran parte dei consiglieri comunali eletti nelle liste nel centrodestra a sostegno di Abramo, oggi sono candidati “civici” a sostegno di Valerio Donato. Ma anche la gran parte degli assessori uscenti hanno scelto di candidarsi o sostenere Valerio Donato. Richiamo ancora l’attenzione che tanti consiglieri Comunali e assessori sono da molti anni al governo della città a fianco di Abramo. A sostegno di Donato ci sono anche alcuni importanti dirigenti comunali. Essi hanno contribuito molto negli anni a redigere il programma e i progetti voluti o sposati, anche quelli in itinere, da Abramo. (oggi, domando a questi dirigenti, considerato che Valerio Donato dichiara di volere affermare una forte discontinuità con le precedenti Amministrazioni Comunali, se ritengono che è stato tutto o in gran parte sbagliato quanto ha fatto Abramo e che pertanto bisognerà annullare e rifare, quanto anche da loro stessi proposto o sostenuto o condiviso?).                                                                                                                                              

Lo slogan che ha scelto Donato, per identificare la sostanza della sua scesa in campo, con tutti senza compromessi, è il Suo messaggio forte, che dovrebbe servire ad allontanare ogni ragionamento “fastidioso” e superare e inglobare qualsiasi differenziazione ideologica, politica e culturale: tutti assieme appassionatamente.

Ma è proprio in quella frase slogan che si cela l’inganno politico.

La linfa della politica è il compromesso. Si governa in continui compromessi. È l’arte nobile della politica. Ovviamente il compromesso ha un valore positivo quando avvia e realizza, in sintesi, un percorso virtuoso a favore dei cittadini. Ma ci potrà essere anche un compromesso non nobile, ma di comodo fra forze politiche che hanno diversamente a “cuore” il destino dei cittadini, di un territorio, di un Paese. Non esiste in politica il non compromesso. Neanche nei sistemi totalitari, i dittatori non possono fare a meno del compromesso. Infatti per mantenere il potere i sistemi non o falsamente democratici, le dittature, sono nella totalità dei casi sostenute dall’esercito, dalla polizia, ma anche spesso da potentati economici, ma anche ancora da ideologie pervasive, e da populismi ingannatori. Capita, anche spesso, in certi sistemi, la storia insegna, ma anche l’attualità, che tutte queste cose o gran parte convergono contemporaneamente a sostegno del regime. In ogni caso anche quest’ultimo esempio che ho citato conferma la, sempre, necessità del compromesso.

Torno al prof. Valerio Donato, e retoricamente domando, una coalizione che ha fra i protagonisti determinanti partiti del Centrodestra, esponenti importanti, anche nel numero, del Centrodestra quali candidati o sostenitori: professionisti, imprenditori, ecc., perché non è una coalizione di Centrodestra? Non ha, invece, alcun significato politico la presenza e il sostegno di alcune singole persone proveniente dal centrosinistra, per modificare la sostanza vera della coalizione: neanche e, forse, soprattutto, la stessa provenienza di sinistra di Valerio Donato. Quello che oggi vale è l’approdo non la provenienza che riguarda il ieri.

Dunque, ritengo, che la coalizione a sostegno del candidato sindaco Valerio Donato, sia, senza alcun dubbio, una coalizione di compromesso politico. (qualcuno potrà mai immaginare che la Lega, Forza Italia, UDC, Italia Viva, e quant’altri, anche nei personaggi della destra candidati o sostenitori di Donato, si stiano battendo per la Sua e Loro vittoria, politicamente gratis?)

Secondo il candidato a sindaco, Donato, il Suo programma, qualcosa di eccezionale e nuovo, consente di poter mettere insieme chiunque lo sposi a prescindere della collocazione ideale/politica. È un inganno politico, qualcosa d’impossibile, che viene presentata con semplicistica naturalezza.    

Ricordo che il prof. Donato disse anche che la sua scesa in campo è per dare vita a un governo della città di Salute Pubblica (tale affermazione porta il mio pensiero alla rivoluzione francese, ai giacobini). Ma il Comitato di Salute Pubblica, qualora fosse eletto sindaco, che egli ritiene necessario, con chi lo costituirà? Con la “vecchia” maggioranza di destra in Consiglio Comunale che quasi certamente sarà composta, in massima parte, proprio da coloro che il Comitato di Salute Pubblica, dovrebbe fare fuori?  Un Governo di salute Pubblica ha lo scopo principale di eliminare politicamente chi ha ridotto Catanzaro in queste condizioni. Altrimenti la Sua diventa una dichiarazione “suggestiva” ma priva di concretezza.  Misteri della fede… che pasticcio!

La verità politica è che se vincesse Donato, Catanzaro avrebbe un nuovo sindaco e la vecchia Amministrazione; più o meno come quando vinse Traversa, che ereditò la maggioranza di centrodestra che aveva governato con Abramo. Potrà essere un: cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia.  

Altra teoria che ricavo dai contenuti che rassegna il prof. Donato, riguarda la peculiare circostanza Catanzaro, che egli ritiene, per motivare e giustificare, qualsiasi alleanza senza” compromesso”, di estrapolarla dal contesto politico/culturale dell’Italia, per relegarla tutta a questione ammnistrativa asettica. Una visione localistica, povera e priva di ogni respiro (per fare un ponte, un parcheggio, una strada non ci vogliono ideologie). Teoria impraticabile, impossibile. Un’Amministrazione Comunale fa, in ogni atto, solo scelte politiche la cui realizzazione è affidata ai tecnici.

Catanzaro, peraltro, è il capoluogo di regione e ha l’onere/onore di dover  essere il più importante punto di riferimento culturale, programmatico e politico della Calabria. Ha l’obbligo, se si vuole voltare pagina dai vent’anni di governo della destra a Catanzaro, che hanno mortificato il ruolo che compete alla città, di essere parte attiva nei contributi di pensiero all’interno delle scelte dei processi nazionali e della Calabria, ma ha anche il dovere politico, morale e civile di offrire un Suo pensiero anche sulle scelte strategiche dell’Europa e che soprattutto riguardano la Calabria. Se non si eleverà nella qualità politica che da tempo manca a Catanzaro, qualsiasi nuova Amministrazione fallirà già sul nascere.

Domando: lo potrà fare se Catanzaro sarà governata un’altra volta dalla Lega, da Forza Italia, dall’UDC e, forse, dopo il ballottaggio anche da Fratelli d’Italia? Certamente sì, ma da una collocazione di destra. Si rischia attraverso Valerio Donato di affidare il governo della città alle forze politiche che nello scacchiere europeo, nazionale e regionale, rappresentano la parte più arretrata e pericolosa per i destini della nostra democrazia costituzionale (  nazionalismo, xenofobia, etc.).                                                                                                                                            

Si è di sinistra e si governa, allargando il perimetro, con un centro riformista e laico, quando si è contro la destra, che rappresenta profonde diversità sul piano dei valori morali, culturali e politici e anche amministrativi. Questo vale in ogni e per ogni luogo d’Italia, e ovviamente anche in Calabria e a Catanzaro. Non esiste in nessun caso la messa da parte delle concezioni più profonde di appartenenza, sull’altare di una presunzione, che può essere supponente e narcisista, di essere capace di “andando oltre”, peraltro di fatto non è il caso di specie, e di poter riscattare Catanzaro.

Catanzaro si potrà riscattare battendo la destra, che è la principale responsabile del degrado in cui si trova la città, ma anche facendo del capoluogo di regione il punto di ripartenza per recuperare alle forze riformiste la Calabria; anche per contribuire alla sconfitta, il prossimo anno, della destra all’elezioni nazionali. La vittoria della Lega, Forza Italia, UDC, e forse anche insieme successivamente Fratelli d’Italia, a Catanzaro, attraverso Valerio Donato, sarebbe un aiuto diretto alla destra italiana.

Si è di sinistra, progressista, riformista, laico se si è contro la destra, anche a Catanzaro, che non è un mondo a parte e fuori da ogni contesto regionale, nazionale ed europeo. Ma, ripeto, proprio per recuperare e rilanciare la città capoluogo, bisognerà battere la destra, non allearsi.

Quando finirà la campagna elettorale, i media, la stampa, se dovesse malauguratamente vincere Donato, diranno che a Catanzaro, una coalizione con dentro la Lega, Fratelli d’Italia, l’UDC e forse altri, ha riconquistato il Comune.

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