Comune Catanzaro, ancora schermaglie nel campo largo: Pitaro attacca Fiorita

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  06 agosto 2026 20:59

Manca meno di un anno alle Comunali. Se il centrodestra non può sbandierare, almeno per ora, il vessillo dell'unità, stesso concetto vale per il campo del centrosinistra. E non si tratta di semplici retroscena ma di scontri pubblici. Come quello avvenuto oggi fra Francesco Pitaro e Nicola Fiorita. Il primo ha accusato il sindaco di averlo 'sostanzialmente' bandito dall'incontro per affrontare la vertenza di alcuni dipendenti dell'acquedotto comunale che rischiano di essere tagliati fuori dopo l'assorbimento del servizio da parte di Sorical. Il secondo ha risposto, senza citare il primo, che l'incontro con istituzioni e sindacati è stato positivo senza citare l'avvocato. Al di là del merito della questione, e il merito direbbe che era un incontro che non prevedeva la presenza di legali ma piuttosto le controparti istituzionali e sindacali, le reazioni dicono che siamo all'anticamera di uno scontro squisitamente politico. E, alla fine, ci sta pure. 

Il primo, Pitaro, è un consigliere regionale epoca Callipo-Santelli e candidato nella civica del Pd alle ultime Regionali che non ha sfigurato, anzi. Il secondo, è il sindaco di Catanzaro è in quanto uscente, se decidesse di ripresentarsi, vanterebbe un'inevitabile golden share sulla coalizione. 

Fra i due c'erano stati, nel recente passato, dei contatti. Anche approfonditi, che però non si sono consumati. Così ne è uscita, dopo poco tempo, la convention di Pitaro - un sostanziale annuncio di disponibilità alla candidatura a sindaco - e il fisiologico raffreddamento della componente fioritiana ad assorbire tali istanzae. Il primo, sentendo ambienti a lui vicini, sarà comunque candidato, il secondo pure, a patto di risolvere altre vicende non politiche, con il vantaggio - ribadiamo - di essere il sindaco uscente. Pitaro ha, indubbiamente raggrumato un certo malcontento nell'alveo del centrosinistra, Fiorita rimane il sindaco che può chiedere la possibilità di concorrere al secondo mandato. 

Non è escluso che, prima o poi, possa esserci un accomodamento, ma, qui e ora, sembra abbastanza lontano. Così come sembra abbastanzo lontano che i partiti del campo largo siano unanimi nell'indicazione della volontà di appoggiare uno piuttosto che l'altro. Ma questo fa parte del gioco.