Con ‘Su.Pr.Eme. 2’, parte la sfida del Mezzogiorno al caporalato

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  15 ottobre 2026 15:48

 di FRANCESCO IULIANO

 Rafforzare le politiche di contrasto allo sfruttamento lavorativo, consolidare la collaborazione tra le istituzioni e individuare strumenti condivisi per favorire l’inclusione dei cittadini stranieri. 

Sono gli obiettivi del confronto interregionale e nazionale che ha preso il via questa mattina nella sala Verde della Cittadella regionale “Jole Santelli”,. Un incontro nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. 2, con il seminario dal titolo “Contrasto allo sfruttamento lavorativo: tra pratiche promettenti e nuove sfide”.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Commissario straordinario di Governo e delle Regioni coinvolte nel programma, insieme a organizzazioni datoriali del settore agricolo, sindacati e Ispettorato nazionale del lavoro. 

Al tavolo, con l’assessore regionale all’Inclusione e al Welfare, Pasqualina Straface, anche la dirigente generale del Dipartimento Welfare, Iole Fantozzi, il commissario straordinario Giovanni Maria Macioce, la dirigente  del Ministero del Lavoro, Barbara Siclari, la dirigente del Dipartimento Istruzione e Parti opportunità, Maria Ersilia Amatruda ed il funzionario del Dipartimento Salute e Welfare, Vito Samà.

Avviato nel 2024, Su.Pr.Eme. 2 è un programma quinquennale che punta a prevenire e contrastare le forme più gravi di sfruttamento lavorativo e marginalità che interessano i cittadini stranieri regolarmente presenti nelle cinque regioni del Sud coinvolte. Il progetto dispone di risorse provenienti dal Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) 2021-2027 e dal Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà, attraverso i fondi FSE+ e FESR.

Per la Calabria sono previsti circa 10,8 milioni di euro, destinati in particolare alle aree in cui il fenomeno assume maggiore rilevanza, tra cui la Piana di Gioia Tauro e la Sibaritide. Il programma prosegue un percorso di cooperazione avviato con un protocollo d’intesa tra le cinque Regioni, con l’obiettivo di superare gli interventi emergenziali e costruire risposte coordinate sul fronte della tutela dei lavoratori, dell’accoglienza e dell’integrazione.

«Oggi - ha commentato Pasqualina Straface in apertura - la Calabria vive una giornata importante, con una dimensione ministeriale data dalla presenza del Direttore generale delle politiche migratorie e dell'inclusione sociale e lavorativa del Ministero del Lavoro. Siamo al seminario intermedio di Supreme 2, un progetto che parla di contrasto allo sfruttamento lavorativo, di dignità, legalità e futuro dei territori.

Il superamento della Tendopoli di San Ferdinando ha dimostrato che quando c'è collaborazione istituzionale concreta e un intervento multilivello, i risultati arrivano: abbiamo chiuso una condizione di pericolo e degrado che durava da oltre 20 anni.

Supreme 2 fa un passo in più, portando il confronto su un piano interregionale. Cinque Regioni - Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata - affrontano insieme un fenomeno che attraversa territori, filiere produttive e percorsi migratori.

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“Abbiamo una doppia responsabilità: superare l'emergenza e creare le condizioni perché non si ripeta. La vera sfida è il caporalato, che non è solo intermediazione illecita, ma è lavoro irregolare, vulnerabilità, povertà, alloggi e trasporti inadeguati, infiltrazioni criminali nelle filiere.

Per questo chiediamo di stabilizzare i Poli Sociali Integrati: a San Ferdinando hanno funzionato perché con psicologo, assistente sociale, mediatore culturale e consulente legale accompagnano davvero il migrante verso la regolarità. Serve un sistema stabile di prevenzione, emersione, protezione e inclusione”.

La Regione Calabria punta inoltre a rafforzare il partenariato tra le cinque amministrazioni meridionali, chiedendo che i 76 milioni di euro complessivamente destinati a Su.Pr.Eme. 2 garantiscano continuità alle azioni avviate e favoriscano la costruzione di un modello nazionale di intervento contro lo sfruttamento lavorativo.Tra le questioni affrontate, particolare rilievo ha assunto quella abitativa. L’assenza di soluzioni dignitose per l’accoglienza dei lavoratori stranieri rappresenta, infatti, uno degli elementi che alimentano le situazioni di marginalità. In questo ambito, Straface ha richiamato le risorse del Pnrr assegnate ai Comuni calabresi, per oltre 15 milioni di euro, chiedendo di valutarne una rimodulazione finalizzata alla realizzazione di interventi di housing sociale.Il ruolo della cooperazione tra Regioni è stato ribadito anche da Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali della Regione Siciliana, amministrazione capofila del progetto.

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 “La Sicilia - ha detto - è oggi capofila del programma che vede le cinque Regioni del Sud impegnate nella lotta al caporalato e nell’integrazione dei cittadini di Paesi terzi», ha spiegato, ricordando la continuità con le precedenti esperienze progettuali sviluppate nella programmazione europea 2014-2020”.Il programma dei lavori prosegue domani con la prima tappa del MediaLab “Raccontare lo sfruttamento, comprendere il cambiamento”, ospitata nella sala Oro della Cittadella regionale. Il percorso formativo, promosso nell’ambito di Su.Pr.Eme. 2 e curato dal Centro studi e ricerche Idos in collaborazione con l’associazione Carta di Roma, è rivolto a giornalisti, comunicatori e operatori dell’informazione sociale, con l’obiettivo di approfondire le modalità con cui raccontare lo sfruttamento lavorativo e i processi di cambiamento che interessano i territori.